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Già 55 alberi abbattuti in città

Scintille durante il consiglio comunale sul piano di abbattimento di oltre 200 alberi: la minoranza chiede trasparenza, la maggioranza punta sulla sicurezza
Il Comune di Grosseto e da sinistra Carlo De Martis e Riccardo Ginanneschi
Il Comune di Grosseto e da sinistra Carlo De Martis e Riccardo Ginanneschi

GROSSETO. Uno confronto acceso, in consiglio comunale sulla gestione del verde urbano, in particolare sul piano di abbattimento dei 215 alberi ritenuti “a rischio”.

Al centro del dibattito è stata l’interrogazione presentata dal consigliere di minoranza Carlo De Martis (Grosseto Città Aperta), cui ha risposto l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Ginanneschi.

De Martis: «Serve trasparenza e rivalutazione delle perizie»

Nel suo intervento De Martis ha espresso forti perplessità sull’operato dell’amministrazione rispetto alla valutazione e all’abbattimento degli alberi. Il consigliere ha richiamato l’attenzione sulle perizie tecniche che hanno portato alla classificazione di oltre 200 alberi come pericolanti e alla conseguente decisione di procedere con il taglio, sostenendo che alcune piante potrebbero non essere realmente a rischio e quindi salvabili con una rivalutazione accurata.

De Martis ha inoltre puntato il dito contro quella che ha definito una mancanza di trasparenza nella comunicazione degli atti e delle motivazioni tecniche, chiedendo di rendere pubblici i documenti e di condividere con la cittadinanza le motivazioni degli abbattimenti. Secondo il consigliere di Grosseto Città Aperta, infatti, alcune valutazioni esterne sarebbero state privilegiate rispetto a pareri tecnici alternativi promossi da cittadini e associazioni ambientaliste.

«Molte scuole non hanno ricevuto la comunicazione su quando saranno effettuati i lavori e sulla loro durata – ha detto De Martis in aula – Ci sono pareri discordanti sugli abbattimenti, tra cui quello di Luigi Sani, che ha inviato una relazione al Comune senza ricevere risposta, se non dopo una mia richiesta formale di informazioni».

Ginanneschi: «La sicurezza è prioritaria»

In risposta, l’assessore Ginanneschi ha difeso la scelta dell’amministrazione, ribadendo come la sicurezza dei cittadini e la tutela dei luoghi sensibili della città siano priorità inderogabili. Nel suo intervento l’assessore ha sottolineato che gli alberi individuati come pericolanti presentano condizioni tali da giustificare l’intervento per prevenire rischi, soprattutto nelle aree frequentate da scuole e spazi pubblici.

Ginanneschi ha inoltre assicurato che tutte le procedure sono state rispettate e che le decisioni sono basate su analisi tecniche accreditate, esortando a non confondere la volontà di garantire sicurezza con un’azione ostile al verde cittadino. E che la tecnica utilizzata, la Virtual tree assessment, sia idonea per la valutazione degli alberi. 

Gli abbattimenti sarebbero dovuti iniziare il 31 dicembre 2025, ma l’amministrazione ha approvato una proroga di tre mesi a causa del maltempo.

«Abbiamo abbattuto 55 alberi, tra pini domestici, eucalipti e olmi. Tutti esemplari a rischio – ha dichiarato Ginanneschi – Ci siamo concentrati sugli istituti scolastici e sulle segnalazioni della polizia municipale. Le scuole hanno ricevuto comunicazione via Pec con tutte le informazioni necessarie. La relazione di Sani è stata giudicata generale e non è stato possibile comprendere le modalità di valutazione adottate».

Il dibattito politico si accende

Il confronto di questa mattina riflette la profonda divisione politica sul tema della gestione del verde urbano. Per l’opposizione la questione è tanto tecnica quanto politica, con richiami a trasparenza e coinvolgimento civico; per la maggioranza, rappresentata in aula da Ginanneschi, la valutazione dei rischi e la tutela pubblica rimangono i criteri guida.

«Sono state violate le norme di trasparenza e, secondo il regolamento del verde pubblico, i tecnici incaricati devono essere chiaramente individuati – ha replicato De Martis – Dovremmo aggiornare il regolamento, aprendo anche agli agrotecnici la possibilità di valutare gli alberi e adeguando le metodologie. La scienza evolve e anche le regole dovrebbero farlo».

«Nel piano di abbattimento non ci sono solo alberi a rischio cedimento, ma anche esemplari che potrebbero essere recuperati – ha concluso – La situazione è stata gestita male per una mancanza di umiltà».

Il tema della gestione del verde resta dunque uno dei nodi più sensibili per la città e sembra destinato a tornare al centro dell’agenda politica nei prossimi mesi.

I ricorsi

Sono stati anche presentati ricorsi al tribunale contro il piano di abbattimento.  «La responsabilità non è in capo alla politica, ma ai tecnici che hanno la competenza di stabilire se un albero sia a rischio o meno – ha dichiarato l’assessore Riccardo Ginanneschi – Se dovesse cadere un albero che i nostri tecnici hanno segnalato come pericoloso, chi se ne assumerebbe la responsabilità?».

L’assessore ha poi precisato che, a seguito dei ricorsi presentati, sarà il giudice a valutare la legittimità degli atti adottati dall’amministrazione. Il tribunale potrà consultarsi con i tecnici del caso e, sulla base delle relazioni dei periti e della documentazione prodotta dalle parti, il giudice assumerà la decisione nel merito.

In questo modo il contenzioso seguirà il normale iter giudiziario, con una verifica tecnica e giuridica delle procedure adottate dal Comune.

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