GROSSETO. Gli allarmi sul caro energia ormai non si contano più. Ora è la volta di Cna Fita: per gli autotrasportatori con 100 mila chilometri all’anno, la spesa in più sarà di 2400 euro.
A pochi giorni dallo scoppio del conflitto in Iran, il rincaro dei carburanti pesa già sulle tasche di cittadini e imprenditori, mettendo a rischio la tenuta di migliaia di imprese dell’autotrasporto e la stabilità delle catene di approvvigionamento del Paese.
Il presidente Demi: «A rischio tutto il settore autotrasporti»
«Secondo le nostre stime – spiega Michele Demi, presidente di Cna Fita Grosseto – l’aumento dei prezzi alla pompa registrato in pochi giorni si traduce in un aggravio di oltre 2400 euro l’anno per un mezzo pesante che percorre 100 mila chilometri. E se le tensioni nello stretto di Hormuz dovessero proseguire, si stima un ulteriore rincaro del 25% al litro, pari ad altri 13 mila euro di spesa extra all’anno per ogni singolo automezzo».

Secondo Cna Fita è quindi urgente introdurre un credito di imposta straordinario
«Serve un sostegno diretto e immediato per tutte le imprese, a prescindere dalla classe ambientale e dalla massa dei veicoli, esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione. Le risorse possono essere recuperate dall’extragettito Iva, che per Cna Fita deve essere subito redistribuito per calmierare i prezzi alla pompa. Non è accettabile – continua Demi – assistere a rincari sui carburanti basati su scorte acquistate e raffinate mesi fa».
Le imprese dell’autotrasporto continuano però a investire per adeguarsi alle nuove normative, mentre i costi operativi diventano sempre più difficili da sostenere.
Serve la compensazione automatica
«Il peso della crisi energetica internazionale – aggiunge Demi – non può essere scaricato sulle spalle degli autotrasportatori. Per le imprese con mezzi oltre i 75 quintali e veicoli conformi alle ultime classi ambientali, il rimborso delle accise è sempre più vitale. Ma proprio in momenti di crisi come quella in Iran emerge con maggiore evidenza un problema: il rimborso viene richiesto trimestralmente e incassato solo mesi dopo. Se il prezzo del carburante aumenta di 20 centesimi, su 100 mila chilometri l’impresa si trova di fatto a “prestare” allo Stato circa 6 mila euro in più all’anno per ogni camion, in attesa della compensazione del credito. Per questo Cna Fita chiede da tempo l’introduzione della compensazione automatica al momento della presentazione della richiesta di rimborso».




