Gasolio agricolo, Confagricoltura: «Bene il credito d’imposta, ma servono interventi strutturali» | MaremmaOggi Skip to content

Gasolio agricolo, Confagricoltura: «Bene il credito d’imposta, ma servono interventi strutturali»

Il presidente provinciale Attilio Tocchi: «Primo segnale positivo, ma i costi restano troppo alti per le imprese agricole»
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Lavoro in agricoltura

GROSSETO. Confagricoltura Grosseto accoglie positivamente la decisione del Governo di introdurre un credito d’imposta del 20% sul gasolio agricolo per il mese di marzo.

Una misura richiesta con forza dall’associazione per contenere l’impatto dei rincari energetici sulle imprese del settore primario, proprio in una fase cruciale dell’anno. Le aziende agricole, infatti, sono impegnate nelle lavorazioni primaverili e nella piena ripresa delle attività nei campi.

Per il presidente Attilio Tocchi, si tratta di un primo segnale concreto in un contesto ancora complesso.

«L’accoglimento della richiesta avanzata da Confagricoltura è una notizia positiva e attesa – sottolinea Tocchi – perché interviene su uno dei fattori di costo oggi più pesanti per il sistema agricolo».

Caro gasolio e aumento dei costi: il peso sulle aziende

Negli ultimi mesi il prezzo del gasolio agricolo ha registrato un incremento significativo, arrivando in Italia a circa 1,4 euro al litro, con un aumento superiore al 44% rispetto all’inizio dell’anno.

Un rincaro che, secondo Confagricoltura, rischiava di tradursi in un freno concreto all’attività produttiva, con effetti immediati sulle imprese e possibili ripercussioni su tutta la filiera agroalimentare.

«Questa misura non risolve tutte le criticità – prosegue Attilio Tocchi – ma rappresenta un sostegno importante per evitare che l’aumento dei costi energetici diventi un ulteriore ostacolo per il settore».

I settori più colpiti e l’aumento dei fertilizzanti

Il peso del carburante è particolarmente rilevante in diversi comparti agricoli, dove il gasolio può incidere fino al 15-20% dei costi di produzione.

Tra i più esposti figurano ortoflorovivaismo, fungicoltura, zootecnia, piscicoltura e attività come irrigazione e trasformazione dei foraggi.

A questo si aggiunge il rincaro di altri fattori produttivi strategici, come i fertilizzanti. Emblematico il caso dell’urea, che ha raggiunto circa 835 euro a tonnellata, rispetto ai 585 euro precedenti alla crisi internazionale.

Le imprese agricole si trovano così a operare in una situazione di forte pressione economica, con margini sempre più ridotti e difficoltà nella programmazione delle attività.

Il rischio per la stagione agricola

Secondo Confagricoltura Grosseto, l’aumento dei costi rischiava di compromettere l’avvio stesso dell’annata agraria, proprio alla vigilia delle lavorazioni primaverili che richiedono un utilizzo intensivo di macchinari e carburante.

Il tema non riguarda solo la sostenibilità delle singole aziende, ma anche la capacità del sistema agricolo nazionale di garantire produzione e stabilità in una fase internazionale ancora incerta.

Nel 2025, secondo i dati del Ministero dell’Ambiente, le vendite di gasolio agricolo in Italia hanno raggiunto circa 2,2 miliardi di litri, di cui la quasi totalità destinata all’agricoltura.

«Servono risposte strutturali per il futuro»

Per Confagricoltura Grosseto, il credito d’imposta rappresenta dunque una risposta concreta ma non sufficiente.

«Occorre continuare a monitorare l’andamento dei costi di produzione – conclude Attilio Tocchi – perché le imprese non possono essere lasciate sole davanti a dinamiche internazionali fuori dal loro controllo».

L’associazione chiede quindi interventi strutturali, strumenti tempestivi e politiche coerenti, in grado di sostenere nel tempo la competitività del settore agricolo, considerato strategico per l’economia, il territorio e la sicurezza alimentare del Paese.

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