GROSSETO. Un furto in abitazione studiato nei dettagli, un bottino composto da sterline d’oro, gioielli e un Rolex, poi la vendita al compro oro di Grosseto per trasformare rapidamente i preziosi in contanti.
È questo il quadro ricostruito nell’inchiesta che coinvolge sei indagati, di età compresa tra poco più di 30 anni e oltre 70, ora attesi dall’interrogatorio preventivo davanti al gip, chiamato a decidere se applicare o meno le misure cautelari chieste dalla Procura.
Il furto nella villa dell’avvocato
La vicenda ruota attorno a un colpo messo a segno il 27 luglio 2024 in una villa nel Senese. Secondo quanto emerge dal decreto di sequestro preventivo del tribunale di Grosseto, l’azione sarebbe stata pianificata con attenzione.
L’auto utilizzata per raggiungere l’abitazione sarebbe stata noleggiata nei giorni precedenti. Una volta sul posto, gli autori avrebbero forzato una finestra del bagno al piano terra dopo aver neutralizzato il sistema di allarme, riuscendo così a introdursi all’interno senza attirare l’attenzione.
Nel mirino è finita una cassaforte murata, che sarebbe stata aperta e svuotata. Il bottino è stato quantificato in oltre 35mila euro e comprendeva 47 sterline d’oro, molte delle quali con l’effigie della Regina Elisabetta II e di diverse annate, oltre a collane, bracciali, anelli con brillanti, orecchini, una collana in corallo rosa e un orologio Rolex. Un patrimonio familiare accumulato nel tempo e custodito all’interno dell’abitazione.
L’oro venduto al compro oro
L’inchiesta si concentra in particolare sulla successiva fase di monetizzazione. Secondo l’accusa, almeno sei sterline d’oro sarebbero state cedute poco dopo il furto a un compro oro di Grosseto. Oro che sarebbe stato quotato tra i 55 e i 70 euro.
La Procura ipotizza che la vendita sia avvenuta in violazione della normativa antiriciclaggio, contestando il reato di ricettazione e, in alcuni casi, di autoriciclaggio, cioè la trasformazione del bene rubato in denaro per ostacolarne la tracciabilità e reimmetterlo nel circuito economico.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati monili, documentazione relativa ad acquisti di preziosi e somme di denaro ritenute collegate alla refurtiva. Una parte degli oggetti sarebbe stata riconosciuta come proveniente dal furto nella villa.
Sei gli indagati
Gli indagati, sei in totale, avrebbero avuto ruoli differenti. Secondo le indagini della procura, un 43enne grossetano avrebbe partecipato materialmente al furto in villa, mentre altri avrebbero avuto un ruolo nella custodia e nella vendita delle sterline e dei gioielli. I titolari dell’attività commerciale sono indagati per le ipotesi di ricettazione e per presunte violazioni degli obblighi previsti dalla disciplina antiriciclaggio. Le responsabilità individuali dovranno ora essere vagliate nel contraddittorio con le difese.
Il passaggio decisivo sarà l’interrogatorio preventivo. Prima di decidere sulle misure cautelari, il gip ascolterà gli indagati e i loro avvocati per valutare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e l’eventuale pericolo di reiterazione del reato. Solo al termine di questa fase il giudice stabilirà se accogliere le richieste del pm o respingerle.




