PIOMBINO. Si è conclusa con l’atterraggio a Roma l’avventura di Franco Pizzi, ex dirigente d’azienda che vive a Piombino, rimasto bloccato in Oman dopo la sospensione dei voli di sabato 28 febbraio legata alla guerra scoppiata nel Golfo.
Martedì 3 marzo Pizzi è atterrato nella capitale con un volo partito da Muscat. «Sono arrivato prima io della valigia, ora l’aspetto fino alle 14 poi finalmente riprendo la strada per casa», racconta.
Il Paese in cui si trovava per una vacanza non è stato minimamente sfiorato dalla guerra, salvo per i disagi legati alla sospensione temporanea dei collegamenti aerei. «Non ho mai avuto problemi di sicurezza – dice Pizzi – i problemi che abbiamo avuto sono stati soltanto logistici».
Il piano B e l’esperienza da viaggiatore
Viaggiatore esperto, con mezzo mondo visitato spesso insieme ai gruppi di Avventure nel Mondo, Pizzi si era preparato anche un piano B: aveva acquistato un volo Ethiopian Airlines via Addis Abeba, che ora sta annullando. «Mi hanno anche detto che me lo rimborseranno», spiega al telefono dall’aeroporto di Roma Fiumicino.
In Oman si è ritrovato a diventare il punto di riferimento del gruppo con cui viaggiava.
«Le persone che erano con me erano un po’ meno esperte – spiega – e quando ci hanno annullato il volo sono andate nel pallone. Ma la situazione in Oman era tranquilla, ripeto. Ho cercato di risolvere i problemi e tranquillizzare i miei compagni».
Un ruolo di guida improvvisata che ha aiutato il gruppo a gestire giorni di incertezza senza mai trovarsi in reale pericolo.
Il viaggio tra ritardi e coincidenze perse
Il rientro non è stato però privo di imprevisti. Il volo Turkish Airlines per Istanbul è partito in ritardo, accumulando ulteriore tempo durante il tragitto.
«Dal tracciamento radar ho visto un itinerario diverso dal solito, più lungo, penso per restare in corridoi più sicuri», racconta.
Una volta atterrato a Istanbul, Pizzi ha dovuto rispolverare il suo passato da ostacolista per raggiungere il gate del volo per Roma, posizionato all’estremo opposto dell’aeroporto. Metà del gruppo ha perso la coincidenza.
E poi il problema del bagaglio: grazie all’AirTag inserito nella valigia, Pizzi ha verificato che il bagaglio è rimasto a Istanbul.
Roma, avventura finita
Ora c’è da aspettare la valigia smarrita, pagare l’estensione del parcheggio a Roma e affrontare il viaggio di ritorno verso Piombino. Pizzi ha voluto ringraziare amici e conoscenti che gli hanno scritto in questi giorni: «Non sono mai stato in pericolo, ma la preoccupazione per un rientro sicuro c’era. La vostra presenza, seppur virtuale, mi ha accompagnato con piacere».
Poco prima della partenza, è arrivato anche un sms dall’unità di crisi della Farnesina che annunciava la possibilità di due voli da Muscat in serata, previa prenotazione e pagamento. «Fortunatamente non ne ho bisogno», dice.
Adesso si va verso casa. L’avventura è finita.