FOLLONICA. «Cerchiamo una casa in affitto a Follonica, ma pare introvabile».
È una frase che si sente ripetere sempre più spesso nella città del golfo, dove la crisi del mercato degli affitti a lungo termine è ormai una realtà strutturale. Come accade in molte località turistiche, anche qui i proprietari preferiscono l’affitto breve, più redditizio e meno vincolante rispetto alle locazioni classiche. Il risultato è che lavoratori, famiglie e nuovi residenti fanno sempre più fatica a trovare una casa stabile.
Eppure, i numeri raccontano un paradosso evidente: a Follonica le seconde case sono circa 9mila, su una popolazione che supera di poco i 20mila abitanti.
Una disponibilità enorme, che però resta accessibile solo per una parte dell’anno. Gli appartamenti, nella maggioranza dei casi, vengono affittati per otto mesi, lasciando spazio al turismo nei quattro mesi estivi, quando la città arriva a quintuplicare la propria popolazione.
Ad agosto, soprattutto nelle zone vicine al mare, i prezzi degli affitti settimanali raggiungono facilmente cifre a tre zeri. E non è raro che una settimana per due persone nel quartiere Salciaina costi quanto a Manhattan o a Montparnasse.
Prezzi alti, qualità non sempre all’altezza
I prezzi sono alti, altissimi, e l’offerta non sempre corrisponde alle cifre richieste. Accanto ad appartamenti ristrutturati e ben arredati, convivono abitazioni rimaste ferme agli anni Settanta, con pavimenti, arredi e servizi datati. Ma i canoni restano comunque elevati.
«Basta guardare i principali portali online – raccontano in molti – per rendersi conto di quante soluzioni “pittoresche” vengano proposte a prezzi importanti».
Proprio a Salciaina, ad esempio, un appartamento con due camere da letto e interni anni Ottanta può arrivare a 5mila euro al mese.
«Otto richieste a settimana, contratti quasi zero»
A fotografare la situazione dal punto di vista del mercato è Beatrice Bonetti, agente immobiliare a Follonica. «Le agenzie che fanno affitti a lungo termine sono pochissime, praticamente nessuna – spiega – Io ricevo circa otto richieste a settimana, e non si tratta solo di giovani, ma anche di persone di mezza età che non riescono più a sostenere un mutuo o che hanno venduto casa per non perderla. Spesso hanno lavori saltuari o con redditi bassi. La disperazione è davvero diffusa».
I numeri parlano chiaro: «I contratti che ho fatto si contano sulle dita di una mano. Nel 2025 non ne ho fatto neanche uno. Nel 2023 e nel 2024 ne ho fatti tre all’anno, e basta. La maggior parte dei proprietari non vuole sentir parlare di affitti lunghi o li esclude a priori» dice Bonetti.
Lavoratori cercasi, ma senza case
Il problema non riguarda solo chi già vive in città, ma anche chi dovrebbe arrivare. «Il territorio continua ad assorbire persone da fuori – spiega Bonetti – poste, supermercati, ristorazione. Tutti settori con stipendi modesti. Ma io mi chiedo come un’azienda possa pensare di assumere o integrare lavoratori quando non ci sono alloggi disponibili».
La situazione, aggiunge, non migliora spostandosi nei comuni vicini: «A Follonica non c’è nulla, ma nemmeno a Bagno di Gavorrano, Scarlino o Massa Marittima. Dico sempre alle persone: vi metto in lista, ma so già che è molto difficile, se non impossibile trovare una sistemazione».
La paura dell’inquilino stabile
Alla base di tutto c’è anche un fattore psicologico: «L’inquilino stabile fa paura al proprietario – spiega Bonetti – mentre l’affitto turistico viene percepito come un’entrata più sicura, anche se la stagione si sta accorciando».
Il boom resta concentrato su agosto, mentre luglio è più debole e giugno e settembre sono in calo. «Il vero periodo turistico si è contratto – osserva – e oggi funziona davvero solo per gli appartamenti messi bene e gestiti dalle poche agenzie che lavorano sull’affitto di qualità. Quelle non hanno visto cali nel 2025».
Costi alti e affitti “in nero”
I ricavi anche sugli affitti a breve termine non sono enormi: «Tra personale, pulizie, burocrazia e nuovi adempimenti – spiega Bonetti – al proprietario resta poco più del 50% dell’incasso. Il lavoro è enorme e molte agenzie hanno smesso di farlo».
Chi non accetta di migliorare gli immobili secondo gli standard richiesti dalle agenzie, spesso sceglie altre strade: c’è un aumento evidente degli affitti in nero e lo si evince dai cartelli appesi ai balconi con numeri di telefono, dagli annunci senza CIR e CIN. «Sui siti web trovi numeri di telefono “volanti” – dice Bonetti – I controlli sono pochi e il fenomeno è cresciuto da quando sono cambiate le regole sugli affitti turistici».
Un sistema che non regge più
Il risultato è un sistema che non porta benefici reali al territorio. «Sono spesso gli stessi proprietari che affittano l’appartamento a un insegnante d’inverno e lo tolgono a giugno per affittarlo ai turisti – conclude Bonetti – La mia è un’amarezza basata su una consapevolezza quasi oggettiva».
In questo mare magnum di offerte settimanali, trovare una casa stabile a Follonica resta una missione quasi impossibile. E mentre il turismo continua a dettare le regole, il diritto all’abitare sembra sempre più relegato ai margini.



