FOLLONICA. Passa con i soli voti della maggioranza il piano triennale delle opere pubbliche (Pop), uno degli atti più importanti per qualsiasi amministrazione comunale. Un documento centrale perché programma gli interventi futuri sulla città e definisce le risorse da investire nei prossimi anni.
La minoranza vota contro e parla di scelte non condivise, sollevando dubbi sia sulla destinazione delle risorse sia su alcuni aspetti della previsione di spesa.
Scontro acceso in consiglio comunale
Il piano, approvato alle 16 di venerdì 27 febbraio, riguarda il periodo 2026-2028, ovvero l’ultimo tratto del mandato dell’attuale maggioranza.
La spesa complessiva prevista è di 75 milioni di euro, cifra che l’opposizione non contesta nella sua entità ma nelle modalità di utilizzo e nella programmazione. Durante la discussione i consiglieri di minoranza hanno illustrato in maniera articolata le proprie osservazioni, senza però ottenere repliche dalla giunta.
A far discutere è stato soprattutto il silenzio degli assessori competenti, che non hanno risposto agli interventi. Un atteggiamento che, secondo l’opposizione, avrebbe limitato il confronto politico in aula e impedito ai cittadini di comprendere fino in fondo le diverse posizioni.
Le dichiarazioni dei consiglieri di minoranza
Nel momento delle dichiarazioni di voto, Andrea Pecorini ha espresso forte delusione: «Questa è una farsa! Non si è mai visto che in un consiglio comunale chiamato a votare il piano dei lavori pubblici, dopo interventi propositivi e puntuali, cali un silenzio assordante. Silenzio da parte del sindaco e degli assessori competenti. Evidentemente l’ordine è quello di non replicare e lasciare la decisione ai voti di chi sa già di avere la maggioranza».
Dello stesso avviso la consigliera del Pd Francesca Stella, che ha parlato di «responsabilità nei confronti della città », sottolineando come prima o poi dovranno essere spiegati «i 75 milioni di euro in uscita dalle casse pubbliche, nonostante fossero stati segnalati alcuni errori nelle previsioni».
In una dichiarazione congiunta, i gruppi di opposizione hanno definito quanto accaduto «un fatto politicamente grave e istituzionalmente imbarazzante», evidenziando l’assenza di repliche nel merito alle osservazioni sollevate.
La frase contestata in aula
La seduta è stata segnata anche da tensioni verbali. Ai consiglieri di minoranza sarebbero state rivolte frasi ritenute inopportune, tra cui «i fascisti siete voi», oltre a un «stai zitta» indirizzato alla consigliera Stella.
Nel mirino delle critiche l’intervento del consigliere Stefano Boscaglia, giudicato dall’opposizione «non adeguato al contesto istituzionale». La stessa opposizione ha parlato di «comportamento che mortifica il confronto democratico».
Successivamente il sindaco Matteo Buoncristiani ha preso le distanze da quell’uscita, richiamando il consigliere e riconoscendo l’inadeguatezza del passaggio.
La domanda rivolta al sindaco
Al termine della seduta Betti, Ciompi, Giorgieri, Manni, Pecorini e Stella hanno rivolto una domanda diretta al sindaco e alla giunta: «Perché non avete ritenuto di intervenire? Perché nessuna risposta nel merito delle questioni sollevate?».
«La democrazia si nutre di confronto, non di silenzi strategici e tantomeno di tentativi di intimidazione», hanno aggiunto, ribadendo l’intenzione di continuare a svolgere il proprio ruolo «con serietà e responsabilità », chiedendo chiarezza, rispetto istituzionale e trasparenza su ogni atto che riguarda il futuro della città .



