FOLLONICA. È morto ieri, lunedì 19 gennaio, all’età di 87 anni, Enrico Mainetto, ex marinaio, padre della giornalista Noemi Mainetto e discendente di una delle famiglie storiche di Follonica.
La salma si trova nella camera ardente di piazza Don Ugo Salti, il funerale si svolgerà domani mattina, mercoledì 21 gennaio, alle 11, nella chiesa di San Leopoldo.
Una famiglia alle origini della città
Enrico Mainetto era nato a Follonica, come i suoi genitori. La sua famiglia fu tra le prime, nell’Ottocento, a trasferirsi nella città della fonderia Leopolda, arrivando da un piccolo paese della provincia di Genova che portava lo stesso nome: Mainetto.
I nonni di Enrico ottennero la prima licenza commerciale di Follonica, la numero uno, che in seguito venne divisa e ceduta in parte alla famiglia Nicoletti, per l’edilizia, e in parte alla famiglia Saragosa, per le edicole.
L’albergo, il tabacchi e il lavoro
I Mainetto aprirono anche il primo albergo della città, nella Palazzina Mainetto di via Bertani, poi trasformata in abitazione. Dopo la vendita delle licenze commerciali, alla famiglia rimase il tabacchi di via Roma.
Il padre di Enrico fu direttore della Cartiera di Follonica e avviò anche un’attività industriale, il SUMA – Sugherificio Maremmano, segnando un altro capitolo importante della storia produttiva cittadina.
La Marina e il matrimonio
Con lo scoppio della guerra e il raggiungimento della maggiore età, Enrico si arruolò nella Marina militare. Il 1958 fu l’anno in cui conobbe Lina, originaria di Civitella, arrivata a Follonica per il Carnevale.
Il matrimonio, nel 1962, segnò la fine della vita militare e l’inizio di una nuova fase: prima l’abitazione nella torre dell’Orologio, all’interno dell’Ilva, poi il trasferimento in via Colombo, dove la famiglia costruì la propria quotidianità.
Il ricordo della figlia Noemi
Il ricordo più intimo è affidato alle parole della figlia Noemi, che sui social ha tracciato il ritratto di un uomo sensibile e pieno di vita.
«Una famiglia fatta di amore la nostra – scrive – con la dolcezza di mamma Lina e la tua imbarazzante emotività, nascosta dietro uno sguardo severo, poco credibile. Avevi un’intelligenza vivace e brillante. Fortemente repubblicano, amavi la caccia, la pesca, gli amici del Puntone e quelli del venerdì».
Un dolore profondo ha segnato gli ultimi anni della sua vita: «Quando mamma ci ha lasciato, nel 2019, su di te è calato un velo nero. Hai iniziato piano piano a dimenticare, fino a perdere anche la parola. È difficile lasciarti andare, ma mi hai insegnato che l’amore non ha limiti. E ora è il momento di dimostrartelo».
Con la scomparsa di Enrico Mainetto, Follonica perde un testimone della propria storia, un uomo legato alle radici della città e a una famiglia che ne ha accompagnato la crescita per oltre un secolo.




