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Festival delle viole: scommessa vinta – IL VIDEO

Il borgo medievale sta vivendo, grazie alla rassegna ideata dal musicista Alessandro Pierini, un nuovo rinascimento grazie ai tanti ospiti internazionali
Alberto Rasi e Lorenzo Bassotto nello spettacolo ispirato a Marin Marais
Alberto Rasi e Lorenzo Bassotto nello spettacolo ispirato a Marin Marais

MONTIERI. Ogni agosto da 12 anni a questa parte, si svolge tra Gerfalco e Montieri, paesini delle Colline Metallifere a metà strada tra le più famose Siena e Massa Marittima, il Festival delle Viole che nulla ha a che vedere con i fiorellini delle nostre macchie.

Nato da un idea del musicista follonichese di adozione gerfalchina, Alessandro Pierini, riunisce nell’antico borgo di Gerfalco, alle pendici delle omonime Cornate (1060mt), musicisti di diversa provenienza ed età, accomunati dall’amore per uno strumento ad arco antico di recente riscoperta. Alessandro scopre la viola da gamba dopo esser passato dal contrabbasso, strumento con il quale ha suonato nell’Orchestra filarmonica di Lucca.

Un incontro fortunato

L’incontro con lo strumento classico del Barocco è stato un fulmine a ciel sereno. A completare il tutto, il trasferimento di residenza proprio a Gerfalco che a giudizio dell’ideatore del Festival, rivelatosi poi esatto, aveva tutte le caratteristiche per poter essere la culla della riscoperta di questo strumento classico e antico caduto in disuso verso la metà del ‘700.

La sua riscoperta arriva nel ‘900 e in Maremma addirittura nel 2000. Proprio a Gerfalco, paese medievale di origine mineraria conteso nei secoli dai Vescovi di Volterra, dalle famiglie Pannocchieschi e Aldobrandeschi, passando dal controllo senese per finire al Granducato di Toscana.

Un borgo di un centinaio di anime che si è spopolato dopo la chiusura delle miniere e che ora sta vivendo un nuovo rinascimento sotto tutti i punti di vista, sia culturale che economico e abitativo. A Gerfalco si deve andare appositamente, apposta come dicono da queste parti: infatti non ci sono strade asfaltate che proseguono per altri luoghi. Per trovare altro, castelli, montagne, pievi, poderi, castagneti e molto altro devi avere un fuoristrada o moto o mountain bike o buone gambe oltre a un buon spirito di orientamento ed avventura.

Nel borgo musicisti da tutto il mondo

E a Gerfalco, con la sua chiesa di San Biagio dove il prete va ogni tanto, sembra davvero sia stato naturale che l’amore per la Viola da gamba di Alessandro Pierini e del gruppo Ars Regia Ensemble si sia fuso con il desiderio di rinascita culturale dei paesani e non solo. Dalla nascita del Festival, quasi una scommessa, l’interesse ha travalicato i confini nazionali coinvolgendo musicisti di livello internazionale sia nei concerti che nei corsi di studio. Anche grazie a questi “studenti” e docenti, vecchie case disabitate e chiuse hanno ritrovato nuova luce ed occupanti. Non è poca la gente che conosciuto il paese “c’ha preso casa”. Nuove attività economiche hanno conosciuto la luce e non sempre la coabitazione è facile ma non si deve scambiare il burbero essere maremmani con la mancanza di ospitalità :avete mai visto un maremmano sorridere ad una novità?
Il Festival delle Viole è stato il motore di tutto questo. In questi giorni si è concluso l’evento con i concerti tenuti a Montieri il 27 con una eccezionale performance del maestro Alberto Rasi e l’attore Lorenzo Bassotto che hanno proposto uno spettacolo di rara bellezza ispirato alla figura del compositore francese del 700 Marin Marais, un dialogo tra il musicista, lo strumento e il fantasma di Marais tenutosi nella chiesa di Montieri.

Il 28 invece si è tenuto il concerto di chiusura con il maestro Vittorio Ghielmi, gambista di livello e fama internazionale. La qualità dei musicisti e attori assieme al successo di pubblico, ha sancito il cambio di marcia impresso quest’anno al Festival delle Viole di Gerfalco, inserendolo a pieno titolo tra gli appuntamenti internazionali di questo genere. Quindi un grazie a tutti quelli che hanno permesso l’ evento e con loro quelli che magari hanno scoperto Gerfalco solo adesso è magari hanno avuto la fortuna di sentire fondersi l’ultima nota con l’ululare dei lupi.

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