FOLLONICA. Oggi, giovedì 5 febbraio, Aldo Biondi compie 100 anni.
La gioia della figlia Lorella e della moglie Gigliola che gli hanno organizzato una grande festa alla residenza Falusi “Marina di Levante” a Follonica dove Aldo è ospite da qualche mese.
Presente, oltre a Renato Vanni, direttore della struttura, l’assessore al sociale di Follonica, Sandro Marrini.
Aldo, tuta e cappellino della Juventus, ha cantato con la musica dell’Allegra Brigata e ha anche fatto qualche passo di danza.
IL VIDEO
100 anni vissuti a tutto gas
Aldo è nato a Premilcuore provincia di Forlì il 5 febbraio 1926. Ha trascorso tutta la prima parte della sua vita nelle campagne della Romagna insieme alla grande famiglia (aveva 7 tra fratelli e sorelle), ha conosciuto l’avvento del fascismo e ha combattuto durante la seconda guerra mondiale; sempre qui ha conosciuto la ragazza che sarebbe diventata sua moglie nel 1956.
Negli anni 60 si trasferisce a Firenze per lavoro, visto che gli viene offerto di consegnare le pellicole cinematografiche per l’intera costa tirrenica. Ed è proprio durante una di queste trasferte che conosce Follonica, se ne innamora e nel 1964 decise di trasferircisi con tutta la famiglia; nel frattempo infatti era nato il primogenito Rossano e di lì a poco arrivò anche Lorella.
Negli anni ’70 apre la sua prima attività in viale Carducci, un bar che chiamerà La Romagna in onore delle sue origini, pur continuando a fare l’autotrasportatore.
Dopo La Romagna ci saranno Il Baracchino nella pineta di levante e infine negli anni ’80 l’indimenticato Palm Beach, il bar-paninoteca che ha segnato un’epoca nella città, vero e proprio punto di riferimento per i giovani di quegli anni, gli anni dei paninari, degli hot dog, dei panini farciti per merenda o al posto della cena, dei primi video giochi e dei maxi schermi per le partite di calcio. Accanto a lui sempre la moglie Gigliola, energica e alla mano.

Nel 1993 arriva la meritata pensione e Aldo e Gigliola si ritirano nella campagna di Scarlino per dedicarsi alla vecchia passione di coltivare la terra. Nel 2013 la tragedia della morte del figlio Rossano per un male incurabile.
A pranzo con Mussolini
Ma ancora oggi Aldo ha qualcosa da raccontare, qualcosa che ci ricorda cosa siano 100 anni; era ragazzino ma il ricordo di quando il padre invitò Benito Mussolini a mangiare la polenta a casa loro è nitido. Una tavola lunga per undici persone accolse il futuro duce de l’Italia degli anni 30/40, quando ancora non c’era il regime a dividere amicizie e relazioni. Predappio infatti si trova a pochissimi chilometri da Premilcuore e le due famiglie erano amiche.
Ricordi lontani che riaffiorano negli occhi vispi di Aldo che non smetterebbe mai di raccontare e che nessuna asperità della vita è riuscita a piegare; per il suo centesimo compleanno ha fatto anche qualche passo di danza da buon romagnolo quale é. Ovviamente con la maglia della Juventus, perché i veri amori non muoiono mai.







