PIOMBINO. Ha deciso di utilizzare il suo profilo di Facebook – «uno spazio libero da leoni da tastiera»- per aggiornare i tanti amici sulla drammatica situazione che sta vivendo da quando, sabato 28 febbraio, è rimasto bloccato in Oman, di ritorno da un viaggio con Avventure nel mondo.
Franco Pizzi, nel pomeriggio è tornato a scrivere sul proprio profilo social per fare il punto sulla situazione.
«L’unica cosa certa è l’incertezza», esordisce Pizzi, raccontando una giornata di verifiche e contatti diretti con le compagnie aeree.
Turkish: forse novità il 3 o l’8 marzo
L’ex dirigente d’azienda piombinese sarebbe dovuto tornare con un volo della compagnia Turkish airlines. Ma la chiusura dello spazio aereo in tutta l’area del Golfo ha impedito il decollo non solo di quel volo, ma anche di tutti quelli successivi.
E oggi, quasi alla fine del primo giorno di attesa, non c’è ancora alcuna certezza. «Non sanno ancora niente, forse ci sapranno dire qualcosa per il 3 o per l’8 marzo – spiega l’ex dirigente d’azienda – Ho lasciato la email ma domani ci torno», scrive.
Dunque, nessuna conferma ufficiale e tempi ancora indefiniti per un eventuale rientro attraverso la compagnia turca.
Ethiopian e Oman Air: le possibili alternative
Diverso il discorso per Ethiopian Airlines. Pizzi si è recato di persona per avere informazioni nell’ufficio della compagnia a Muscat. «Operano, almeno al momento. Hanno voli il 5 con scalo ad Addis Abeba ad un costo di 1.200 euro e in totale quasi un giorno di trasferimento – spiega – Se la cosa fosse confermata, questa è un’opzione».
Un’alternativa che però comporterebbe un viaggio lungo e costoso, con quasi 24 ore complessive di spostamenti.
C’è poi la possibilità di rientrare con Oman Air: «Volano diretti su Roma l’11, anche qui previa conferma. Ed il costo, anche in questo caso è elevato. Ma se fosse confermata, pure questa è una opzione, piuttosto che continuare a star qui tutti puzzolenti e con le riserve al lumicino ad aspettare che la Turkish si pronunci».
Puzzolenti, perché dopo due settimane di viaggio, in valigia, non sono rimasti vestiti puliti. «Oggi io e i miei compagni di viaggio ci siamo messi a fare un po’ di lavanderia», aggiunge.
Il problema, sottolinea, è che le informazioni cambiano di ora in ora: «Molti dicono tutto e il contrario di tutto». In precedenza, ad esempio, a Pizzi era stato riferito che Ethiopian e Oman Air non volassero affatto.
Nessuna novità ufficiale
Dai canali ufficiali – agenzia di viaggio, ambasciata e compagnia primaria – al momento non sono arrivate comunicazioni nuove.
Pizzi smentisce anche un’altra voce circolata nei giorni scorsi: «Ci avevano detto che le compagnie potevano volare a loro discrezione. È una fesseria – spiega – Se gli spazi aerei sono chiusi nessuno si azzarda a volarci in mezzo».
Il Ramadan e la vita quotidiana
A complicare la permanenza forzata in Oman c’è anche il Ramadan: durante il giorno molte attività restano chiuse e si può mangiare solo all’alba e dopo il tramonto. «Mangio a colazione e a cena. Sto diventando un figurino!», ironizza.
Intanto continua l’assalto alle rotte alternative, mentre cresce l’attesa per una conferma definitiva che permetta al piombinese di rientrare in Italia.
«Cerco di dare aggiornamenti qui perché i messaggi che ricevo sono tanti (ovviamente grazie) ma non posso stare dietro a tutti. Alla prossima», conclude.