Eurofighter, vent'anni in difesa dell'Italia | MaremmaOggi Skip to content

Eurofighter, vent’anni in difesa dell’Italia

Il primo Efa atterrò alla base militare di Grosseto nel marzo del 2004: l’anno prima, pilotato dall’astronauta Cheli, vinse la sfida contro la rossa di Schumacher. Il ricordo del comandante Alberto Rosso: «L’Eurofighter ha segnato il cambiamento di un’epoca, è stato un momento di crescita importantissima»

GROSSETO. C’erano tutti. I piloti di oggi e quelli di ieri, i comandanti, quelli che si sono congedati da decenni e quelli ancora in servizio. Perché l’appuntamento all’aeroporto militare di Grosseto, sede del 4° Stormo, di lunedì 18 marzo, era irrinunciabile: vent’anni fa, il primo Eurofighter è atterrato all’aeroporto militare di Grosseto. Il 4° Stormo è stato il primo Reparto operativo dell’Aeronautica Militare a riceverlo.

Un appuntamento che ha richiamato all’aeroporto militare i rappresentanti delle istituzioni, con la prefetta Paola Berardino in testa. Tutti con il naso all’insù, quando la formazione, cinque Efa rappresentanti cinque stormi dell’Aeronautica, ha sorvolato la base per rendere omaggio agli ospiti. 

Vent’anni dal primo rullaggio sulla pista

A ripercorrere le tappe di una storia straordinaria, quella del primo rullaggio sulla pista dell’aeroporto militare, è stato il generale Alberto Rosso, che vent’anni fa era al comando del 4° Stormo. Rosso, che è stato capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, a Grosseto ha lasciato il cuore. Era lui il comandante del 4° Stormo quando, nel 2004, l’Eurofighter ha fatto il suo debutto.

Il generale Alberto Rosso

«È una grande emozione essere qui – dice Rosso – è un flashback in una parte importante della vita e della carriera di un pilota. Pensare che sono passati vent’anni fa una certa impressione, ma i ricordi e lo spirito rimangono sempre gli stessi. Tornare qui e rivedere non soltanto gli Eurofighter, ma soprattutto le persone con le quali abbiamo condiviso quest’avventura, è un’emozione grandissima».

Un ricordo umano, prima ancora che professionale, quello del generale Rosso. L’Eurofighter è stato un gran bene per l’Aeronautica che ha segnato un momento di crescita importantissima.

Le macchine, oggi, sono tecnologicamente avanzatissime rispetto a quelle sulle quali i piloti volavano fino al debutto dell’Efa. Gli F-104, che lunedì facevano ancora bella mostra di loro davanti all’hangar che ha ospitato le celebrazioni del ventennale. 

In volo da 200.000 ore

Nato con capacità di difesa aerea, l’Eurofighter si è dimostrato ben presto un velivolo multiruolo. A sottolinearne l’importanza è il generale Luigi Del Bene, comandante delle forze da combattimento. 

Da sinistra il comandante Filippo Monti e il comandante Luigi Del Bene

«In volo da 200.000 ore – spiega Del Bene – come tutti i velivoli in evoluzione, gli aggiornamenti dei software e degli hardware sono costanti per migliorare e rendere sempre più aderente l’Efa ai vari scenari operativi». 

Il 16 marzo 2004, è atterrato a Grosseto il primo Eurofighter che ha segnato i successivi vent’anni e che è stato propedeutico a quelli che saranno i velivoli del futuro. «Abbiamo dovuto riconsiderare il nostro sistema d’arma – spiega il colonnello Filippo Monti, comandante del 4° Stormo – per riadattarlo a un nuovo modo di lavorare, che implicava anche un grandissimo impegno e tanto studio». È il padrone di casa, Monti, a ricordare l’emozione delle prime prove di volo dell’Eurofighter. 

Seduto ai comandi c’era Maurizio Cheli, diventato poi il primo astronauta nella storia dell’Aeronautica Militare che sfidò Michael Schumacher proprio sulla pista dell’aeroporto di Grosseto. 

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