PIOMBINO. Il maxi parco eolico offshore da 48 turbine galleggianti previsto tra Capraia e Gorgona continua a far discutere. Mentre il ministero dell’ambiente porta avanti l’iter autorizzativo del progetto ATIS, cresce la contrarietà di Confagricoltura costa toscana, che chiede maggiore trasparenza e un confronto con il territorio, esprimendo preoccupazione anche per le possibili ricadute sulla Val di Cornia e sulla costa toscana.
A intervenire è il presidente di Confagricoltura Livorno, Guido Folonari, che ribadisce come la transizione energetica sia una sfida necessaria, ma che non possa tradursi in decisioni calate dall’alto. Il presidente si chiede come mai non sia stata valutata una linea sottomarina collegata a Piombino, che eviterebbe nuove infrastrutture in zone agricole e vinicole.
«La transizione energetica è necessaria e non può essere messa in discussione – afferma Folonari – Tuttavia non può trasformarsi in una decisione imposta dall’alto, che ignora la vocazione naturale e produttiva di aree di straordinario pregio ambientale. Ci chiediamo perché sia stata individuata proprio una zona ad altissimo valore naturalistico, a ridosso del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano».
Le preoccupazioni per i collegamenti a terra
Tra i punti più contestati c’è anche il collegamento dell’energia prodotta dal parco eolico. Il progetto prevede infatti che i cavi approdino a Rosignano Marittimo, per poi essere collegati alla rete elettrica nazionale.
Una prospettiva che, secondo Confagricoltura, potrebbe comportare nuove infrastrutture terrestri in aree di particolare valore paesaggistico e agricolo.
«Ci chiediamo perché non sia stata valutata con maggiore attenzione una linea sottomarina diretta verso l’hub energetico di Piombino – prosegue Folonari – Una soluzione che consentirebbe di evitare nuovi elettrodotti o infrastrutture invasive nelle zone di eccellenza agricola e vitivinicola, a partire da Bolgheri, preservando un paesaggio che rappresenta uno dei simboli della Toscana nel mondo».
«Il territorio ha già dato molto»
Secondo Confagricoltura, la costa tra Livorno e Piombino ha già sostenuto negli anni un peso considerevole in termini di servitù energetiche e infrastrutture.
«Dal rigassificatore agli impianti industriali della Val di Cornia, questo territorio ha già dato molto – dice Folonari – Riteniamo che sia stata raggiunta una soglia di sostenibilità oltre la quale il rischio è compromettere l’equilibrio tra agricoltura di qualità, tutela del paesaggio e turismo, che rappresentano una delle principali risorse economiche della costa toscana».
«Serve un confronto con il territorio»
Confagricoltura punta il dito anche contro quella che definisce una mancanza di confronto con le amministrazioni locali.
«Gli agricoltori non possono essere ridotti al ruolo di semplici spettatori. Chi lavora la terra è il primo custode del territorio e deve essere coinvolto nelle scelte che ne influenzano il futuro. Chiediamo l’immediata apertura di un tavolo di confronto trasparente e partecipato – conclude Folonari – La transizione energetica deve rappresentare un’opportunità condivisa per le comunità locali e non un processo che rischia di impoverire il patrimonio paesaggistico, ambientale, turistico ed economico della costa livornese e della Maremma».





