PIOMBINO. Nonostante l’attivazione delle task force e i ripetuti avvistamenti di lupi e cinghiali persino nei centri urbani, il fenomeno del “pasto lasciato in strada” non accenna a diminuire.
Sui social network si moltiplicano le segnalazioni di cittadini preoccupati: c’è chi continua a depositare pane per gli uccelli o crocchette per i randagi, ignaro che questo gesto, seppur mosso da buone intenzioni, stia alimentando un’emergenza sicurezza sempre più pressante.
Le zone calde: La Tolla e il cimitero
Le criticità maggiori si registrano in aree già considerate “sensibili”. Molte segnalazioni riguardano la zona della Tolla, punto di confine tra l’abitato e la macchia, e l’area del cimitero comunale, dove sono presenti diverse colonie feline regolarmente censite.
Il problema sorge quando il cibo viene lasciato incustodito o in quantità eccessive: i residui alimentari diventano un richiamo irresistibile non solo per i gatti, ma per i cinghiali e, di conseguenza, per i lupi che li seguono a caccia di prede facili.
L’amministrazione: «Il cibo incustodito aggrava il problema»
Abbiamo contattato l’amministrazione comunale per capire come si stia muovendo di fronte a queste abitudini che rischiano di vanificare gli sforzi delle task force regionali. L’assessora alle politiche animali, Rossana Bacci, ha confermato di essere a conoscenza della situazione e ha voluto lanciare un appello diretto alla cittadinanza.
«Siamo consapevoli che molti cittadini agiscano in buona fede, mossi dalla compassione per gli animali che vivono all’aperto o per gli uccelli durante l’inverno – spiega l’assessora Rossana Bacci – ma dobbiamo essere chiari: lasciare cibo incustodito non aiuta gli animali, ma aumenta drasticamente il problema dell’emergenza lupi. Questi predatori sono attratti dalla presenza di altri selvatici o dall’odore stesso del cibo. Fornire involontariamente una “mangiatoia” urbana significa portare il pericolo fin sotto le nostre case».
Il richiamo alla legge e alla sicurezza
L’assessora ha inoltre ricordato che esistono norme precise che vietano la somministrazione di cibo a uccelli e fauna selvatica. Il rischio non è solo quello di ricevere sanzioni, ma di alterare l’equilibrio biologico degli animali, rendendoli dipendenti dall’uomo e pericolosamente confidenti con le aree antropizzate.
«Preghiamo tutti di rispettare scrupolosamente la normativa vigente – conclude Bacci –. Contenere il problema dei lupi e dei cinghiali è una sfida che richiede la collaborazione di tutti. Amare gli animali significa anche rispettare la loro natura selvatica e garantire la sicurezza dei residenti».