PIOMBINO. Trovare una casa in affitto a Piombino per viverci tutto l’anno è diventata un’impresa quasi impossibile. Mentre la città si trasforma sempre più in una meta turistica d’eccellenza, il mercato immobiliare residenziale soffre enormemente tanto che sembra essere arrivato a un punto di rottura.
È su questa emergenza che si concentra la mozione congiunta presentata dai circoli di Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana, pronta ad approdare sui banchi del prossimo consiglio comunale.
Il paradosso del turismo: città S5 e case vuote
I dati ISTAT parlano chiaro: Piombino è classificata come comune ad altissima densità turistica, livello S5. Se da un lato questo è un segnale di vitalità economica, dall’altro sta svuotando il centro storico e i quartieri residenziali dai residenti stabili.
Gli stessi agenti immobiliari locali hanno recentemente lanciato l’allarme: la domanda di affitti a lungo termine è altissima, ma l’offerta è praticamente nulla.
Il motivo è strutturale. Gli affitti brevi rappresentano oggi la forma di locazione predominante: sono una fonte importante di introiti per tante famiglie, spesso in occasione di piccole eredità immobiliari, rappresentano un’integrazione fondamentale nell’infinita crisi economica della nostra città, e non comportano rischi di insolvenza, vero incubo degli affittuari anche a causa dell’azzeramento del fondo di morosità incolpevole operato dal governo Meloni.
La proposta: regolamento e monitoraggio
«La casa non è una merce come le altre, ma un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione – dichiarano i rappresentanti delle forze di sinistra – Due sono i punti chiave della richiesta avanzata al Sindaco e alla Giunta: l’adozione di un regolamento comunale di disciplina delle locazioni turistiche brevi, che definisca criteri e, se necessario, limiti e aree omogenee di intervento, come previste dalla legge regionale. Si chiede, inoltre, di avviare un monitoraggio scientifico del fenomeno, per comprenderne la distribuzione e gli impatti sul tessuto sociale».
Difendere chi vive e lavora a Piombino
L’obiettivo non è demonizzare chi affitta ai turisti, ma governare un processo che rischia di espellere lavoratori e giovani coppie dal tessuto urbano.
«L’amministrazione – concludono – deve riprendere in mano gli strumenti per contemperare le aspirazioni turistiche con il diritto all’abitare».
Senza un intervento pubblico, il rischio è quello di una città “vetrina”, bellissima per chi resta pochi giorni, ma invivibile per chi a Piombino vuole costruire il proprio futuro.