PIOMBINO. «La casa non è un privilegio, è un diritto». Inizia così la lettera aperta carica di dignità, tristezza e angoscia che Olimpia Lucatelli ha indirizzato al sindaco Francesco Ferrari. Una richiesta di aiuto che fotografa una realtà di estrema fragilità sociale, a pochi giorni da una scadenza che potrebbe trasformarsi in dramma: il 4 febbraio, data in cui scadrà il contratto di affitto della donna e di suo marito.
Una vita segnata dalla malattia
La situazione descritta dalla signora Lucatelli è critica. Lei ha 65 anni, suo marito 71. Quest’ultimo, a seguito di una grave emorragia cerebrale, è oggi invalido al 100%. L’uomo è inserito in un programma di assistenza con la cooperativa “Cuore” ed è costantemente seguito dai servizi sociali del Comune.
Tuttavia, proprio gli assistenti sociali hanno certificato un paradosso insostenibile: l’attuale abitazione della coppia è diventata una trappola.
La presenza di scale rende la struttura non idonea e pericolosa per un uomo nelle sue condizioni. La necessità è chiara: un alloggio a piano terra, adattato si disabili, sicuro e accessibile.
Il muro del mercato privato
Oltre alla barriera architettonica, esiste una barriera economica insormontabile. La coppia vive con una pensione di soli 530 euro al mese, una cifra che rende impossibile l’accesso al mercato privato degli affitti, specialmente in una realtà dove i canoni sono spesso fuori portata per le fasce più deboli e l’offerta di contratti annuali minima.
«Senza un intervento immediato, resteremo senza una casa» scrive Olimpia, sottolineando come l’alternativa alla strada, in questo momento, semplicemente non esista.
Il quesito al sindaco Ferrari
Nella sua lettera, la signora Lucatelli pone una domanda diretta e pubblica al primo cittadino, chiamando in causa la responsabilità delle istituzioni: una coppia di anziani, con un componente affetto da invalidità totale certificata e seguita dai servizi sociali, rientra o no nelle priorità per le emergenze abitative?
La firmataria ricorda che nel Comune di Piombino esistono alloggio assegnabili e chiede che vengano utilizzati per evitare un “grave disagio umano e sociale”.
Il disagio è sotto l’attenzione dell’amministrazione comunale
Con la scadenza del 4 febbraio che incombe, il caso di Olimpia e di suo marito diventa una priorità per le politiche sociali della città, con la necessità di risposte rapide per chi, nella fragilità, chiede solo di poter vivere con dignità. La famiglia è ora attenzionata dall’amministrazione, in particolare dall’assessore al sociale Vittorio Ceccarelli che se ne sta già occupando.
È necessario sottolineare che in contesti gravi e situazioni che richiedono la massima attenzione, è opportuno rivolgersi agli uffici di competenza, perché i social possono anche amplificarne la risonanza, ma è solo attraverso i canali ufficiali che le questioni possono davvero essere risolte.