FOLLONICA. Edda Billi, poeta, figura storica del femminismo e dell’attivismo per i diritti civili in Italia, è morta a Roma a 91 anni. Nata e cresciuta a Follonica, ha passato tutta la sua vita a Roma dove è stata protagonista dei movimenti delle donne sin dagli anni ’70, partecipando al collettivo di via Pompeo Magno e alle occupazioni alla Casa Internazionale delle Donne, uno dei luoghi simbolo del femminismo romano.
Accanto alla militanza, Edda Billi ha coltivato con grande impegno anche la scrittura poetica, lasciando libri di poesie come “Donnità”, e distinguendosi negli Haiku.
Il coming out e la libertà rivendicata
Il suo percorso è stato segnato da un coraggioso coming out negli anni Cinquanta, in un’epoca in cui dichiararsi lesbica significava esporsi a isolamento, violenza e stigma sociale. Una scelta che Edda Billi ha sempre rivendicato come atto di verità e libertà.
Nel 2023 è stata protagonista di una puntata del programma di Rai 3 “Le Ragazze”, dove ha raccontato senza filtri la propria vita. In quell’occasione ha ricordato anche un episodio drammatico legato alla scoperta della sua omosessualità da parte del padre: «Ero innamorata e l’ho detto a tutti. Un giorno mio padre mi ha trovato nella strada dove abitava Gianna e mi ha preso a calci. Se non fosse passato un signore, non so se sarei qui. Ho fatto coming out perché pensavo che fosse una cosa bellissima».
Da Follonica a Londra, poi Roma
Nonostante le difficoltà familiari, Edda Billi è sempre rimasta fiera della propria identità. Nel 1954, a soli 21 anni, lasciò Follonica per trasferirsi a Londra insieme a Gianna. «Londra era completa libertà, le persone sembravano avere un’anima», raccontava.
Rientrata in Italia, scelse poi di stabilirsi definitivamente a Roma, dove avrebbe intrecciato la sua vita personale con le grandi battaglie femministe e LGBTQIA+ .
Archivi, linguaggio e memoria delle donne
Edda Billi è stata tra le fondatrici di Archivia, la rete di archivi, biblioteche e centri di documentazione delle donne, e una convinta sostenitrice della rivisitazione del linguaggio in ottica di genere.
Da questo impegno è nato il Centro internazionale Alma Sabatini, tuttora attivo nel portare avanti il lavoro della linguista e scrittrice che tanto ha inciso sul dibattito linguistico e culturale in Italia.
«Sogno un mondo senza etichette»
Fino agli ultimi anni Edda Billi ha continuato a seguire le lotte del movimento LGBT. «È stata una lotta difficile – diceva – sogno un mondo senza etichette, un mondo fatto di persone».
Anche sulla vecchiaia aveva uno sguardo libero e ironico: «La vivo in maniera serena, la guardo con molta sufficienza».
Con la sua scomparsa se ne va una testimone lucida e radicale del Novecento, una donna che ha trasformato la propria vita in un atto politico e poetico, lasciando un’eredità profonda alle generazioni che continuano a lottare per i propri diritti.



