GROSSETO. Dopo il confronto acceso sulla chiusura del dormitorio di via De Amicis, prevista per il 31 gennaio, e l’intervento della Caritas, arriva la presa di posizione del Comune di Grosseto, che respinge l’idea di un disimpegno sul fronte dell’accoglienza e rivendica il lavoro in corso per individuare soluzioni alternative e sostenibili.
«La situazione non rappresenta un atto di disinteresse o negligenza – dicono dall’Amministrazione – ma il tentativo concreto di costruire risposte adeguate alle necessità delle persone più fragili».
«Il Comune ha sostenuto un servizio non obbligatorio»
L’Amministrazione chiarisce un punto centrale del dibattito: il dormitorio di via De Amicis è stato finora gestito e sostenuto direttamente dal Comune, pur trattandosi di un servizio che non rientra tra quelli sociali essenziali obbligatori per legge per un ente locale.
In molte città capoluogo, spiegano dal Comune, l’accoglienza delle persone senza fissa dimora si fonda su una collaborazione strutturata tra Caritas, Curia e rete del volontariato, mentre a Grosseto il peso dell’intervento è ricaduto in larga parte sull’Amministrazione comunale.
Verso un sistema condiviso e multilivello
Proprio per questo, l’obiettivo dichiarato è quello di costruire un sistema condiviso e multilivello di supporto, capace di coinvolgere istituzioni, servizi e volontariato, superando la logica dell’intervento isolato.
Dopo la chiusura del dormitorio, il Comune afferma di stare lavorando con attenzione per individuare soluzioni alternative, che garantiscano risposte concrete e dignitose, ma anche sostenibili nel tempo, evitando interventi estemporanei.
Tavolo di lavoro il 28 gennaio
Un passaggio chiave sarà l’incontro programmato per mercoledì 28 gennaio, quando l’Amministrazione incontrerà Coeso e altri soggetti interessati per avviare un tavolo di lavoro condiviso.
L’obiettivo è valutare le diverse ipotesi possibili, mettere in rete le disponibilità presenti sul territorio e individuare percorsi capaci di tenere insieme l’emergenza immediata e una visione più ampia di intervento sociale.
«Nessuno deve restare indietro»
Il Comune ribadisce di essere consapevole della delicatezza del tema e dell’impatto che la chiusura del dormitorio può avere sulle persone più fragili.
«L’impegno – assicurano sindaco e assessore – è quello di non lasciare indietro nessuno, continuando a lavorare in modo responsabile e condiviso per soluzioni adeguate e rispettose della dignità delle persone».
Un intervento che si inserisce in un dibattito ancora aperto, mentre la città attende di capire quali risposte concrete arriveranno dopo il 31 gennaio.



