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Dopo l’ictus gli fanno rivedere i pesci: così un pescatore torna a muoversi grazie alla realtà mista

All’ospedale di Grosseto la prima applicazione pratica per la riabilitazione post ictus: un ambiente familiare e stimolante per aiutare il recupero
A sinistra lo schermo della realtà aumentata, a destra un momento della riabilitazione

GROSSETO. Davanti agli occhi non ha pareti bianche né strumenti medicali, ma pesci che nuotano, movimenti familiari, immagini che parlano alla memoria e alle emozioni. È così che è iniziata la riabilitazione del primo paziente arruolato nel nuovo progetto di realtà mista post ictus attivato all’ospedale di Grosseto.

L’uomo è un pescatore, e rivedere quel mondo così vicino alla sua vita di sempre non è solo un dettaglio tecnologico, ma una leva potente: un ambiente familiare e stimolante, capace di trasformare la terapia in qualcosa di più naturale e coinvolgente.

La prima applicazione pratica della realtà mista post ictus

La sperimentazione è partita nel reparto di Recupero e rieducazione funzionale – area grossetana dell’Azienda USL Toscana Sud Est, all’ospedale Misericordia di Grosseto.

Da ottobre 2025 il reparto ha avviato lo studio «Mi.Re.Co.Mo.Re: realtà mista per la riabilitazione cognitiva e motoria», un progetto di ricerca che utilizza la realtà virtuale mista durante la degenza riabilitativa di pazienti colpiti da ictus ischemico.

L’obiettivo è chiaro: migliorare gli esiti del recupero, lavorando non solo sul corpo ma anche sulle funzioni cognitive.

Un ambiente che stimola memoria, attenzione e movimento

«Le ultime evidenze scientifiche mostrano che questi pazienti possono trarre grande beneficio da trattamenti svolti in ambienti arricchiti e stimolanti», spiega Mauro Mancuso, direttore della Uoc Recupero e rieducazione funzionale dell’ospedale Misericordia.

Il dottor Mauro Mancuso

La realtà mista permette infatti di lavorare su memoria, attenzione, linguaggio e problem solving, integrando esercizi motori e cognitivi in un unico percorso.

Non solo ictus: secondo Mancuso, questo strumento potrebbe in futuro rivelarsi utile anche per altre patologie neurologiche.

I «serious game»: riabilitarsi divertendosi

Il progetto, finanziato dalla Fondazione CR Firenze e sviluppato in collaborazione con l’Università di Umea, è entrato nella fase operativa a gennaio, dopo l’approvazione del comitato etico.

Il visore di realtà mista consente ai pazienti di svolgere esercizi attraverso i cosiddetti «serious game»: attività strutturate su basi neurocognitive solide, ma presentate con un’interfaccia ludica.

«Il trattamento diventa una vera sessione riabilitativa in cui i pazienti migliorano le funzioni cognitive e motorie divertendosi», sottolinea Mancuso.

La ricerca che migliora la qualità della vita

«Sostenere la ricerca e l’innovazione in sanità significa investire direttamente nella qualità della vita delle persone», afferma Carlo Vellutini, membro del consiglio di amministrazione della Fondazione CR Firenze.

«Questo progetto porta per la prima volta la realtà mista dentro un percorso di riabilitazione post ictus. La collaborazione tra Grosseto e l’università di Umea dimostra come la ricerca internazionale possa tradursi in strumenti concreti ed efficaci».

Quando la tecnologia incontra la vita reale

Rivedere i pesci, per quel pescatore, non è solo un esercizio: è un ritorno a casa, anche solo per qualche minuto. Ed è proprio da lì, dalla memoria e dalle passioni di una persona, che può partire un percorso di guarigione più efficace e umano.

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