FOLLONICA. È stato condannato a due anni di reclusione il 31enne nigeriano fermato domenica dai carabinieri a Follonica con l’accusa di resistenza e minacce a pubblico ufficiale, oltre che di danneggiamento.
L’uomo, senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale e già conosciuto dalle forze dell’ordine, è finito in arresto dopo aver seminato tensione in via La Marmora, dove avrebbe colpito con alcune pietre i parabrezza di diverse auto in sosta e strappato gli specchietti retrovisori di altri veicoli.
«Cercavo il portafogli»
Davanti alla giudice Agnieszka Karpinska, nel corso della direttissima, il 31enne ha spiegato di essere convinto che qualcuno gli avesse sottratto il portafoglio e altri effetti personali.
Per questo motivo avrebbe iniziato a controllare le auto parcheggiate nella zona alla ricerca degli oggetti scomparsi.
Durante quei momenti, da una vettura sarebbe stato preso anche uno zaino, successivamente riconosciuto dalla proprietaria nei pressi della stazione ferroviaria.
Le minacce ai carabinieri e il precedente in pineta
Quando sul posto sono arrivati i carabinieri, l’uomo avrebbe reagito con minacce pesanti, arrivando a intimidire i militari e pretendendo la restituzione dei beni che sosteneva gli fossero stati rubati.
Da tempo il 31enne viveva nella pineta, vicino a un bagno pubblico. Secondo quanto emerso, in più occasioni avrebbe creato disagio ai passanti, anche spogliandosi incurante della presenza di grandi e piccini.
Già nei mesi scorsi era stato protagonista di un altro episodio violento, quando aveva lanciato pietre contro agenti della polizia municipale durante un controllo.
La sentenza e il nullaosta all’espulsione
Assistito dall’avvocata Beatrice Paoletti, nominata d’ufficio, il 31enne ha scelto il giudizio abbreviato.
La vice procuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo aveva chiesto la custodia in carcere durante la direttissima e una condanna a tre anni nel processo, mentre la difesa aveva sollecitato una pena più contenuta.
La giudice ha infine stabilito due anni di carcere e disposto il nullaosta all’espulsione, che potrà essere eseguita al termine della misura cautelare.



