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Diaccia e scarichi di liquami. Nappi: «Solo Castiglione tutela la riserva»

La sindaca replica sul caso della riconversione dell’impianto di Cernaia e il rischio di scarichi nella Diaccia: «Abbiamo chiesto la documentazione»
La Diaccia Botrona, l'impianto di Cernaia e la sindaca Elena Nappi
La Diaccia Botrona, l’impianto di Cernaia e la sindaca Elena Nappi

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Il sindaco Elena Nappi risponde a Roberto Barocci del Forum Ambientalista che si dice preoccupato per lo scarico di migliaia di tonnellate di liquami nella Diaccia Botrona che porterebbe anche ad un proliferare della flora algale.

La sindaca spiega che con gli uffici sono state chieste e sollecitate le valutazioni ambientali necessarie e che la vicenda dell’ampliamento dell’impianto di Cernaia, di proprietà della società AleAnna Campopiano, è costantemente sotto l’attenzione dell’Amministrazione di Castiglione. Non ci sta, Elena Nappi, ad essere accusata di immobilismo. E, anzi, rimprovera al Forum di non aver trasmesso, come promesso, la documentazione ufficiale.

Peraltro per due volte parla di “unico Comune”, interessato alla Diaccia ed a sollevare perplessità sulla riconversione dell’impianto di Cernaia. Facendo capire fra le righe, ma senza dirlo, che l’altro Comune chiamato in causa, cioè Grosseto, non abbia la stessa… attenzione.

«Il Comune di Castiglione della Pescaia – scrive la sindaca Nappi – ha dimostrato di essere l’unico Comune interessato alla vita, al benessere, la promozione e la tutela della riserva naturale della Diaccia Botrona. Proprio recentemente abbiamo acquisito terreni che non sono in nostra proprietà amministrativa ma del Comune di Grosseto, per garantire la tutela della riserva naturale. E siamo stati l’unico Comune che, quando interpellato, ha sollevato perplessità nei confronti di alcuni aspetti della riconversione dell’impianto a Cernaia, chiedendo integrazioni e chiedendo l’avvio di una nuova conferenza di servizi su opere che vanno oltre al progetto di riconversione stesso».

Richiesta integrazione alla documentazione

In sede di conferenza dei servizi indetta dal Comune di Grosseto in data  22/11/2024 il Comune di Castiglione della Pescaia, infatti, aveva richiesto integrazioni alla documentazione relativa alla “Riconversione di un impianto esistente di produzione di energia elettrica da biogas in impianto di produzione di biometano con potenzialità di immissione in rete pari a 500 Sm3/h sito nel Comune di Grosseto (GR), Loc. Cernaia”, nello specifico la “motivazione per la quale non è stata ritenuta necessaria la Valutazione di Incidenza o eventuale screening”.

Nella documentazione integrativa, poi arrivata l’8 gennaio 2025, risulta allegata una dichiarazione sostitutiva dove la società agricola Aleanna Campopiano Srl si impegna a non avviare i lavori sino alla conclusione con esito positivo dei procedimenti di Autorizzazione unica ambientale (Aua) e Valutazione di incidenza ambientale (Vinca). Esiti che non sono ancora arrivati.

Il Comune di Castiglione aveva dato anche parere contrario alla realizzazione del metanodotto, lungo 5 km, che collega l’impianto di proprietà della Aleanna Campopiano alla rete di Snam rete gas,  in quanto risultava mancante la documentazione tecnica di dettaglio e la relazione di conformità urbanistica oltre che considerazioni approfondite riguardanti gli aspetti legati alla sicurezza ed al rispetto della normativa di settore.

Parere favorevole per quanto di propria competenza, era stato dato in merito ai soli interventi sull’impianto esistente ricadenti all’interno del perimetro di proprietà della’Aleanna Campopiano che non interessano il territorio del Comune di Castiglione della Pescaia, fatti salvi i pareri degli altri enti coinvolti nella conferenza dei servizi.

«Chieste più volte le valutazioni ambientali»

«Con i nostri Uffici – conclude la prima cittadina – abbiamo più volte chiesto e sollecitato le valutazioni ambientali necessarie e la documentazione tecnica del metanodotto, senza però risposta. Ci siamo mossi con tutti i mezzi a nostra disposizione, in conferenza dei servizi e in altre sedi, non accetto di essere tacciata di immobilismo, soprattutto quando la mia amministrazione è l’unica che continua a credere nel valore unico ed incomparabile della riserva naturale della Diaccia Botrona, come dimostrano anche gli innumerevoli progetti attivati proprio sulla riserva».

«In varie occasioni abbiamo ricevuto Roberto Barocci ed attendevamo da lui la documentazione ufficiale su questa vicenda ma senza risultato: se il Forum ambientalista cerca sostegno deve saper lottare insieme a chi è dalla stessa parte e non farsi paladino di una giusta causa solo per essere protagonista unico. Le grandi battaglie si vincono uniti e non in solitaria».

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