Degortes assolto per 18 accuse contro Le Iene, multa di 500 euro per offese a Monteleone | MaremmaOggi Skip to content

Degortes assolto per 18 accuse contro Le Iene, multa di 500 euro per offese a Monteleone

Si chiude dopo sei anni il processo in primo grado: assoluzione piena per le accuse legate alle critiche sul caso David Rossi, sanzione per tre capi relativi a offese personali
Da sinistra l'avvocato Roberto Baccheschi, l'avvocato Roberto Martini e l'imprenditore Antonio Degortes @maremmaoggi
Da sinistra l’avvocato Roberto Baccheschi, l’avvocato Roberto Martini e l’imprenditore Antonio Degortes @maremmaoggi

GROSSETO. Si chiude dopo sei anni il processo di primo grado che vedeva imputato l’imprenditore senese Antonio Degortes, ex titolare della Capannina di Castiglione, per presunta diffamazione aggravata nei confronti della trasmissione televisiva Le Iene e del giornalista Antonino Monteleone.

Il Tribunale di Grosseto ha assolto Degortes da 18 capi d’imputazione relativi alle critiche pubblicate sul blog “Dito nell’occhio” in merito ai servizi della trasmissione sul caso David Rossi, con la formula «perché il fatto non sussiste».

Le accuse di diffamazione e l’assoluzione

Le contestazioni riguardavano una serie di articoli e interventi pubblicati online nei quali Degortes criticava il lavoro della trasmissione Le Iene sul caso David Rossi.

Secondo il giudice, per i 18 capi d’imputazione legati alla diffamazione aggravata non sono emersi elementi tali da configurare il reato. Da qui l’assoluzione piena.

La condanna per offese personali

Diversa la valutazione per tre capi d’imputazione relativi a offese personali rivolte al giornalista Antonino Monteleone.

Nel capo d’imputazione viene citata un’espressione offensiva nei confronti del giornalista, ritenuta penalmente rilevante.

Per questo motivo Degortes è stato condannato al pagamento di una multa di 500 euro, oltre alle spese processuali.

I legali: niente appello

I difensori dell’imprenditore, gli avvocati Martini e Baccheschi, hanno fatto sapere che non presenteranno ricorso in appello, accettando la decisione del giudice del Tribunale di Grosseto, dott.ssa Karpinska.

Con la sentenza di oggi si conclude dunque il primo grado di un procedimento durato sei anni e legato a uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni.

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