Decreto Ex Ilva, il Senato approva l’ordine del giorno su Piombino | MaremmaOggi Skip to content

Decreto Ex Ilva, il Senato approva l’ordine del giorno su Piombino

I parlamentari Pd: «Ora servono risorse e atti concreti, non solo promesse»
Il porto di Piombino
il porto di Piombino

PIOMBINO. La Camera del Senato ha approvato questa mattina, martedì 20 gennaio, l’ordine del giorno al decreto “Ex Ilva” che riguarda direttamente Piombino e il suo polo siderurgico. Era stato proprio questo il primo atto presentato alla Camera e al Senato da tutti i parlamentari toscani del Partito Democratico.

L’ordine del giorno ribadisce la necessità di finanziare opere di reindustrializzazione come compensazione per l’impatto del rigassificatore, in un’area già segnata da una lunga e complessa crisi industriale.

«Riconosciuto il ruolo strategico di Piombino»

«Il Governo Meloni ha riconosciuto finalmente il nesso strategico tra la continuità produttiva della siderurgia nazionale e il pieno rilancio del polo di Piombino», commentano i deputati Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Laura Boldrini e Federico Gianassi.

Secondo i parlamentari, il rilancio deve partire dal potenziamento infrastrutturale del porto e dalla realizzazione della nuova banchina funzionale all’acciaieria, elementi considerati fondamentali per il futuro produttivo del territorio.

«Non bastano più gli annunci»

I deputati dem sottolineano però come il governo non possa più limitarsi a dichiarazioni di intenti. «Piombino ha bisogno di atti concreti, risorse certe e tempi definiti, non di enunciazioni di principio», affermano.

Un ordine del giorno sostanzialmente analogo era già stato approvato nei mesi scorsi, senza che però a quelle indicazioni seguissero stanziamenti, cantieri o decisioni operative.

«Il tempo delle promesse è finito»

«Il tempo delle promesse è finito – concludono i deputati Pd – Il governo deve dimostrare con i fatti di voler davvero sostenere Piombino, onorando l’accordo di programma, superando le criticità autorizzative e garantendo le risorse necessarie».

Un appello che arriva dal territorio e che riguarda direttamente lavoratori, imprese e comunità locali, che – ribadiscono – «non possono più permettersi rinvii o vuoti impegni».

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