Partecipate Grosseto, De Martis: «Corte dei conti durissima. Un milione e mezzo dei parcheggi usato fuori legge» | MaremmaOggi Skip to content

Partecipate Grosseto, De Martis: «Corte dei conti durissima. Un milione e mezzo dei parcheggi usato fuori legge»

Il capogruppo di Grosseto Città Aperta parla di «censura pesante» sulla gestione delle partecipate e chiede chiarimenti sui proventi della sosta a pagamento
Il comune di Grosseto e Carlo De Martis
Il comune di Grosseto e Carlo De Martis

GROSSETO. Nuovo intervento nel dibattito politico sulle società partecipate del Comune di Grosseto dopo la deliberazione n. 17/2026 della Corte dei conti.

Dopo la replica dell’amministrazione comunale e l’intervento di Giacomo Gori del Movimento 5 Stelle, prende posizione anche Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta in consiglio comunale.

Per l’esponente dell’opposizione il giudizio della Corte sulla gestione delle partecipate sarebbe «durissimo» e investirebbe direttamente le responsabilità politiche della giunta.



«Una situazione sfuggita al controllo del Comune»

«La Corte dei conti ha concluso gli accertamenti sulle modalità con cui il Comune gestisce le proprie società partecipate – afferma De Martis – e il giudizio contenuto nella deliberazione notificata in questi giorni al sindaco e all’assessore alle partecipate, Fabrizio Rossi, è durissimo».

Le società coinvolte sono undici e gestiscono servizi fondamentali per la città: farmacie, parcheggi, servizi cimiteriali, acqua, sistema fieristico, edilizia popolare, verde pubblico e trasporto scolastico.

«Parliamo di realtà che muovono decine di milioni di euro ogni anno e che sostengono costi di funzionamento ingenti» sottolinea De Martis.

Secondo il capogruppo di Grosseto Città Aperta, il quadro delineato dalla Corte è quello «di una terra di nessuno», con una situazione sfuggita al controllo del Comune socio, accusato di non esercitare pienamente le proprie prerogative.

Tra le criticità più rilevanti viene citata quella che De Martis definisce «una subalternità dell’ente alle società stesse», con un rovesciamento dei ruoli tra controllore e controllato.

«Gli obiettivi – denunciano i magistrati contabili – sono stati sostanzialmente elaborati dalle stesse società e solo successivamente recepiti dall’ente socio».

Una dinamica che, secondo la Corte, indebolisce la funzione programmatoria del Comune e rischia di compromettere l’effettività degli obiettivi pubblici.

Il regolamento del 2022 e il ruolo del Consiglio comunale

De Martis collega i rilievi della Corte anche alla riforma della governance delle partecipate introdotta nel 2022.

«L’assessore Rossi – sostiene – aveva introdotto un nuovo regolamento sulla governance delle partecipate, togliendo al Consiglio comunale i poteri di indirizzo e controllo per concentrarli in un comitato ristretto a lui stesso riferito. Questi, oggi, i risultati».

Secondo l’opposizione, le cinquantanove pagine della deliberazione della Corte evidenzierebbero diverse criticità: assenza di un’analisi puntuale dei costi di funzionamento delle società; monitoraggio insufficiente; ritardi nella razionalizzazione delle partecipazioni; criticità irrisolte nella società Grosseto Fiere e carenze di trasparenza, anche nelle procedure di reclutamento del personale.

Il caso Sistema e il nuovo consiglio di amministrazione

Un passaggio della deliberazione riguarda anche la vicenda del nuovo consiglio di amministrazione della società in house Sistema srl.

«Lo scorso aprile – ricorda De Martis – la maggioranza rischiò di cadere per la mancanza di “poltrone” sufficienti a soddisfare gli equilibri interni».

Il sindaco decise allora di trasformare la società da amministratore unico a consiglio di amministrazione, motivando la scelta con l’ipotesi di un futuro ingresso di altri comuni nella compagine societaria.

Secondo Grosseto Città Aperta si trattava di una giustificazione strumentale.

«La Corte – sostiene De Martis – ha ora confermato che quelle motivazioni erano generiche e che, alla prova dei fatti, si sono rivelate pure inventate».

Il nodo dei parcheggi e delle risorse vincolate

Tra i passaggi più delicati della deliberazione c’è anche la gestione dei proventi dei parcheggi.

«Non meno grave – afferma De Martis – la questione dei proventi dei parcheggi incassati da Sistema srl: centinaia di migliaia di euro utilizzati per coprire perdite di altri servizi anziché essere destinati, come prevede la legge, al miglioramento della viabilità cittadina».

In altri termini, secondo l’opposizione, risorse che avrebbero dovuto essere utilizzate per interventi sulle strade cittadine sarebbero state destinate ad altri scopi.

La Corte dei conti, ricorda De Martis, ha chiesto al Comune di adottare tutte le misure necessarie per superare la criticità e garantire la destinazione integrale dei proventi della sosta, sia per gli anni esaminati sia per il futuro.

Il rischio per gli equilibri di bilancio

Secondo il capogruppo di Grosseto Città Aperta le cifre in gioco sarebbero rilevanti.

«Sono cifre che fanno tremare i polsi, oltre che i bilanci: circa 500 mila euro per ogni anno da recuperare a partire dal 2021, e altrettanti da reperire per gli anni a venire».

In caso contrario, sostiene De Martis, potrebbero verificarsi squilibri economico-finanziari tali da far scattare le procedure d’urgenza previste dal Testo unico degli enti locali.

«La giunta continua a dire che va tutto bene»

L’esponente dell’opposizione conclude con una critica politica alla linea dell’amministrazione comunale.

«Nonostante tutto questo, sindaco e assessore continuano a raccontare ai cittadini la favola che va tutto bene e che la Corte dei conti non avrebbe mosso critiche».

E aggiunge: «Se il sindaco dopo tutto questo gli rinnoverà la fiducia, attendiamo l’assessore Rossi che venga a riferire questa favola in Commissione. Come grossetani siamo davvero preoccupati del finale».

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