Dazi USA: «A rischio occupazione e competitività della provincia» | MaremmaOggi Skip to content

Dazi USA: «A rischio occupazione e competitività della provincia»

Gli Stati Uniti sono il maggiore partner commerciale dell’intero territorio: a rischio l’export manifatturiero e agroalimentare: l’allarme della Cisl
Trump e i dazi, si teme anche per le aziende maremmane

GROSSETO. La Cisl di Grosseto esprime forte preoccupazione per le conseguenze economiche e occupazionali che potrebbero derivare dall’introduzione di dazi commerciali da parte degli Stati Uniti verso l’Unione europea. «Le possibili tariffe doganali – dice il segretario generale di Cisl Grosseto Simone Gobbi – minacciano uno dei pilastri dell’economia provinciale: l’export manifatturiero e agroalimentare verso i mercati internazionali, settori che vedono gli Usa tra i principali partner commerciali».

Export 2024: Grosseto cresce, ma con segnali di vulnerabilità

Secondo i dati ufficiali del Rapporto sull’economia della provincia di Grosseto – 2025, presentati dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno venerdì scorso, nel 2024 la provincia ha esportato beni per 477,46 milioni di euro, registrando una crescita del +16,8% rispetto al 2023, superiore alla media regionale (+13,6%) e nazionale (-0,4%). Tuttavia, l’analisi settoriale mette in luce che vi sono settori estremamente dinamici ed altri in grande difficoltà.

Stanno registrando una crescita i prodotti alimentari, le bevande e il tabacco (330,9 milioni di euro e un +47,3%); mentre tessile, abbigliamento, pelli e accessori hanno registrato un calo del -7,2%  (18,6 milioni di euro), i prodotti chimici, con una diminuzione del -43% (33,2 milioni di euro), ma in ancora più netta flessione rispetto al 2022, quando superavano i 144 milioni di euro. «Un calo di circa 111 milioni di euro in due anni – commenta Gobbi – dovuto in larga parte alla crisi dello stabilimento Venator nella piana di Scarlino».

Poche industrie, spinge l’agroalimentare 

«La mancata industrializzazione del territorio – aggiunge il segretario di Cisl Grosseto – porta i prodotti alimentari ad incidere per il 71% della produzione manifatturiera provinciale destinata ai mercati esteri ed è chiaro come il secondo pilastro della produzione che era rappresentato dal settore chimico sia adesso relegato a rappresentare appena il 7%. I dati sull’export della provincia di Grosseto ci restituiscono un’immagine apparentemente confortante. Ma a guardarli con maggiore attenzione, si coglie con chiarezza un problema strutturale che non possiamo più ignorare. L’agroalimentare è un’eccellenza identitaria del nostro territorio, ma da solo non basta a sostenere una crescita solida e inclusiva. Quello che manca, e che i dati purtroppo confermano, è una presenza significativa di settori ad alto valore aggiunto per addetto, capaci di generare produttività, salari più alti e ricchezza per le famiglie».

Pochi investimenti in tecnologia e innovazione

In Maremma continua a mancare una vera filiera industriale in grado di attrarre investimenti tecnologici, innovazione, e competenze qualificate.

«Dove mancano queste condizioni – commenta Gobbi – la ricaduta è diretta sul tessuto sociale: salari stagnanti, precarietà, bassa qualità dell’occupazione e giovani che se ne vanno. Non è un caso se la nostra provincia ha tassi di crescita demografica negativi e livelli di povertà che crescono. Dobbiamo affrontare con coraggio un tema che è economico ma anche culturale e politico: serve un nuovo modello di crescita per la Maremma, che punti su formazione, qualità del lavoro, specializzazione delle filiere e una reale attrazione di nuove imprese».

Stati Uniti: primo mercato per Grosseto

Gli Stati Uniti si confermano come primo partner commerciale della provincia per valore esportato con 245 milioni di euro nel 2024. «I settori più esposti al rischio dazi – commenta Gobbi – sono l’agroalimentare di qualità, come  vino, olio, trasformati,  macchinari e impianti industriali, i prodotti chimici».

E i rischi concreti sono per l’occupazione e gli investimenti a rischio.

«I numeri parlano chiaro: con l’imminente introduzione di dazi del 30% sulle merci Ue, minacciata via lettera dal presidente Trump all’Unione Europea a partire dal 1° agosto, la provincia di Grosseto rischia una frenata improvvisa nei settori cardine per la sua economia e la coesione sociale del territorio», avverte Simone Gobbi, segretario Generale della Cisl di Grosseto.

Questa decisione, annunciata in contemporanea anche per altri paesi, come Messico, Canada e altri partner, mette a serio rischio la competitività di imprese e lavoratori maremmani.

«Non è solo una questione di calo delle esportazioni verso gli Stati Uniti – prosegue Gobbi, ma di effetti a catena che rischiano di colpire le imprese artigiane, le filiere agricole, la logistica e soprattutto l’occupazione giovanile».

Il settore chimico, già debilitato dalla crisi di Venator, offre un quadro emblematico: una provincia già indebolita, secondo la Cisl potrebbe subire un colpo fatale. «Siamo di fronte non a un pericolo astratto, ma a una bomba a orologeria sui posti di lavoro», aggiunge il sindacalista. 

Da qui la richiesta al governo e alla Ue: «Occorre attivarsi immediatamente sul fronte diplomatico e commerciale per scongiurare misure protezionistiche da parte degli Stati Uniti. Dobbiamo garantire strumenti di tutela per imprese e lavoratori dei territori più vulnerabili. Serve un piano di difesa dell’export maremmano, che non è un lusso, ma una condizione di sopravvivenza per interi comparti produttivi. La nostra provincia ha già pagato un prezzo altissimo in termini di deindustrializzazione. Ora non possiamo permetterci una nuova crisi indotta da scelte scellerate»,  conclude Gobbi.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati

© 2021 PARMEDIA SRL – Via Cesare Battisti 85, 58100 – Grosseto – P.I.V.A. 01697040531
Tutti i diritti riservati.