GROSSETO. Dalla scrivania del Comune di Grosseto agli studi Mediaset: Angelo Cavina è stato protagonista a “Caduta libera”, il quiz di Canale 5 condotto da Max Giusti, andato in onda il 7 e 10 aprile alle 18.40. Un’esperienza intensa, tra emozione e adrenalina, anche se il concorrente grossetano non è riuscito a portarsi a casa la vittoria.
«Nella prima puntata ero molto emozionato, non capita tutti i giorni di trovarsi lì – dice Angelo – Nella seconda, invece, sono andato più dritto, ero molto più sciolto».
Cavina, 33 anni, si è presentato in trasmissione con il soprannome “La tigre”, sfidando il campione in carica nel classico meccanismo del gioco fatto di parole da completare e lettere da indovinare. Nella prima puntata ha partecipato attivamente, mentre nella seconda il percorso si è interrotto prima del previsto.
Dietro le quinte degli studi Mediaset
Le registrazioni si sono svolte negli studi di Cologno Monzese, dove Cavina ha potuto toccare con mano il mondo della televisione.
«È stata un’esperienza che ti apre gli occhi – dice Angelo – Vedi come funziona davvero la macchina televisiva, conosci persone, mestieri diversi e ti rendi conto di quanto sia organizzato tutto, anche nella gestione del pubblico. I presentatori sono professionisti e allo stesso tempo molto simpatici, riescono subito a metterti a tuo agio».
Non solo competizione: il clima in studio è stato uno degli aspetti più apprezzati, anche perché Angelo è stato messo subito a suo agio.
La “caduta” e l’adrenalina del gioco
Uno degli elementi più iconici del programma è la botola. «Arrivi preparato anche a quello – dice Angelo – C’è una posizione precisa da tenere per cadere, ma quando succede è comunque un momento particolare».
Nella vita di tutti i giorni Cavina lavora nel Comune di Grosseto, occupandosi di trasparenza, anticorruzione, protocollo e archivio. Un ruolo tecnico che si affianca a passioni molto diverse: dalla salsa cubana e i balli latino-americani fino all’amore per il mondo vintage.
«In trasmissione chiedono anche le proprie passioni e i propri hobby, proprio perché al pubblico piace sapere cosa nasconde una persona – dice Angelo – Mi è piaciuta molto come esperienza, anche se non ho vinto. Ho sfidato il campione che si chiama il “Giaguaro” nella sfida classica del gioco, ovvero quella di completare una serie di parole».




