Dalla lavatrice alle bombole del gas: le pinete diventano discariche | MaremmaOggi Skip to content

Dalla lavatrice alle bombole del gas: le pinete diventano discariche

L’intervento dei volontari della Racchetta tra Grosseto e la costa. I rifiuti sono in molte zone e aumentano il rischio d’incendio
I volontari durante una pulizia di una pineta
I volontari durante una pulizia di una pineta

GROSSETO. La Maremma incontaminata sembra sempre più un’immagine lontana. Nelle pinete si moltiplicano le discariche abusive e i rifiuti abbandonati, un problema non solo ambientale ma anche di sicurezza: tra gli alberi vengono lasciate perfino bombole del gas, potenzialmente pericolose anche quando vuote.

Per questo l’associazione La Racchetta – Odv, in collaborazione con il Comune di Grosseto, porta avanti servizi di raccolta dei rifiuti. Quello che i volontari si trovano davanti sono spesso vere e proprie discariche a cielo aperto, nascoste in aree che dovrebbero essere tutelate.

Per una pineta pulita… 

Gli interventi rientrano anche in un’ottica di prevenzione degli incendi, visto che molti dei materiali abbandonati sono facilmente infiammabili. Lasciare tra gli alberi bombole del gas, anche se vuote ma con residui, non è certo il modo più sicuro per smaltirle.

E non si tratta solo di piccoli rifiuti: nelle pinete si trovano lavatrici, frigoriferi, ferro, calcinacci, pneumatici e spazzatura di ogni genere. In alcuni casi anche bivacchi, seppur più rari.

«In alcune zone i rifiuti abbandonati sono molto pericolosi. L’ultima pulizia l’abbiamo fatta sulla strada del Commendone, un’area frequentata anche da chi corre, quindi le segnalazioni arrivano facilmente – spiega il presidente della Racchetta Odv Alta Maremma, Leonardo Lazzeretti – Ci è capitato di trovare discariche affacciandoci a una curva nello scansanese».

Il quadro che emerge è chiaro: l’inciviltà continua a lasciare il segno e la Maremma è meno incontaminata di quanto si immagini.

«In alcune zone, come a Shangai a Marina di Grosseto, svolgiamo anche un ruolo di deterrente – continua – Alcuni bivacchi li abbiamo trovati a Principina a Mare, soprattutto vicino ai centri abitati, ma fortunatamente non sono molti».

I servizi e i volontari

L’attività della Racchetta si articola in quattro ambiti principali: antincendio boschivo, protezione civile, tutela ambientale e attività nelle scuole e servizi di pubblica utilità. I volontari sono presenti su tutto il territorio e collaborano con altre realtà locali.

«Siamo volontari e non è sempre facile organizzare tutto, ma ci stiamo riuscendo – dice Lazzeretti – Abbiamo diversi progetti con le scuole per parlare di prevenzione degli incendi. L’estate è il periodo più impegnativo: abbiamo impiegato circa 60 squadre in 40 interventi».

L’associazione guarda anche al futuro, tra eventi e corsi per coinvolgere nuovi volontari.

«La nostra risorsa più grande sono i pensionati, perché hanno tempo da dedicare – conclude – Ma con l’aumento dell’età pensionabile è sempre più difficile trovare nuove persone – dice Michele Tabani, volontario della Racchetta – Per chi vuole conoscerci, l’11 e 12 aprile ci sarà una presentazione e una dimostrazione dell’associazione, mentre il 18 e 19 aprile è in programma il corso per diventare volontari».

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