Dal magazzino alla memoria digitale: a scuola nasce il laboratorio che salva i film del passato | MaremmaOggi Skip to content

Dal magazzino alla memoria digitale: a scuola nasce il laboratorio che salva i film del passato

Il professor Andrea Tringali, con le professoresse Laura Camilli e Irene Bove, guida gli studenti della Galileo nel restauro, digitalizzazione e valorizzazione di pellicole storiche e contenuti multimediali
Il taglio del nastro del laboratorio alla scuola Galileo Galilei

GROSSETO. Vecchie pellicole mangiate dal tempo e dalla polvere. Diapositive che hanno decenni sulle spalle. Materiale che alla scuola media Galileo Galilei, grazie alla caparbietà del professor Andrea Tringali, docente di matematica e scienze, torna a vivere. E lo fa in uno spazio che, insieme alle professoresse Laura Camilli (matematica e scienze) e Irene Bove (sostegno e informatica), accoglie un un progetto rivoluzionario per studenti: la trasformazione di un vecchio magazzino in un laboratorio podcast e Officina digitale della memoria.

 

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Un post condiviso da MaremmaOggi (@maremmaoggi)

 

La stanza, fino a poco tempo fa usata come deposito e piena di scatoloni, carte e oggetti dimenticati, ospita oggi un vero e proprio centro di creatività e tecnologia. «In quel magazzino c’era di tutto, anche cartacce», racconta la dirigente dell’Istituto comprensivo sei Verena Tassinari. Tra gli oggetti ritrovati ci sono pellicole di vecchi film didattici, documentari e materiali risalenti anche agli anni Quaranta.

«Basti pensare – spiega Tringali – che uno di questi film raccontava della realizzazione di una centrale idroelettrica, inaugurata poi nel 1948». Un patrimonio storico e culturale messo a disposizione degli studenti che frequentano il laboratorio.

Un patrimonio da restaurare, capire e digitalizzare

Sono 24 gli studenti che quest’anno partecipano al progetto di orientamento. Nel laboratorio, il professore dalle mani d’oro ha restaurato da solo un proiettore degli anni Settanta. «A questo punto abbiamo voluto mettere questi strumenti a disposizione dei ragazzi, così come la biblioteca – aggiunge – dove la professoressa De Rosa sta catalogando tutti i libri insieme agli studenti».

Un progetto, quello dell’Officina digitale della memoria che comprende tre fasi. Il restauro e catalogazione delle pellicole: alcune sono deteriorate o rotte, e gli studenti imparano tecniche di restauro conservativo. Il lavoro archivistico: capire cosa si ha in mano, schedare e ordinare i materiali e la digitalizzazione: grazie ai fondi del Pnrr la scuola ha acquistato attrezzature; ciò che manca viene realizzato direttamente alla Galileo, grazie alla stampante 3D.

Il professor Tringali ha persino progettato e stampato una giuntatrice Catozzo, chiamata “Cabiria” come quella usata dal montatore di Fellini, per riparare e unire le pellicole. I ragazzi indossano guanti bianchi per non rovinarle con l’umidità e lavorano con grande cura.

Digitalizzare la memoria per il web e la didattica

Una volta restaurate, le pellicole vengono digitalizzate sotto la guida della professoressa Bove. Anche in questa fase l’ingegno di Tringali è protagonista: ha realizzato con la stampante 3D un digitalizzatore per pellicole e uno per diapositive.

Le immagini vengono trasferite su PC e poi corrette digitalmente con software specifici dalla professoressa Bove.

L’officina digitale della memoria genera contenuti che vengono pubblicati su un catalogo digitale online. Ogni pellicola ha il suo trailer, con intro e musica realizzati dai ragazzi.

Podcast per la didattica e l’inclusione

Accanto all’officina video, c’è l’angolo podcast, curato dalla professoressa Camilli. «L’idea è nata dopo il Covid, quando abbiamo dovuto attivare la didattica a distanza», racconta. L’esperienza ha mostrato le difficoltà dei ragazzi nell’esporre e comprendere testi, soprattutto per gli studenti stranieri o con difficoltà linguistiche.

«Così è nato un progetto di produzione di podcast: gli studenti hanno scritto sceneggiature, registrato audio e costruito racconti – racconta la prof – Il primo lavoro ha trattato l’invasione dei pappagalli nelle città del mondo. Dopo un anno, gli studenti avevano un piccolo copione e ruoli ben definiti, migliorando notevolmente competenze linguistiche e di comunicazione».

Un progetto che guarda al futuro

Questo progetto, forse uno dei primi nelle scuole medie italiane, unisce restauro storico, tecnologie digitali, creatività e competenze linguistiche. «Gli studenti arrivano perfino a utilizzare strumenti di intelligenza artificiale nella fase di post-produzione – spiega la professoressa Bove – Sono nativi digitali e questi strumenti, oltre a questi linguaggi, sono quelli che appartengono loro meglio». 

La preside Tassinari sottolinea l’importanza di questo percorso: «Così i ragazzi capiscono da dove veniamo e sono orientati verso il futuro». Oltre ai materiali già recuperati – tra cui migliaia di diapositive – la scuola punta ad ampliare ulteriormente il progetto.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati

© 2021 PARMEDIA SRL – Via Cesare Battisti 85, 58100 – Grosseto – P.I.V.A. 01697040531
Tutti i diritti riservati.