ROCCASTRADA. Perdere un figlio è un’esperienza che non si può spiegare. Lo può capire solo chi ha vissuto la stessa perdita, chi quel dolore lo porta sulla propria pelle. Ed è proprio per questo che avere un luogo dove poterlo condividere senza giudizi può fare la differenza.
Dall’esigenza di questa condivisione è nata “La casa di Diego”, un luogo di incontro creato da Laura Sardi, dove chi, come lei, ha perso un figlio, può ritrovarsi per parlare oppure, semplicemente, stare insieme a chi conosce davvero quel vuoto.
«Ci incontriamo da qualche tempo e insieme chiacchieriamo, meditiamo, prendiamo un the e condividiamo, quando ce la sentiamo, il nostro dolore – dice Laura – e lo facciamo senza sentirci giudicate o incomprese. Spesso le frasi fatte che ci vengono dette feriscono: qui non accade. Perdere un figlio è un dolore diverso, perché è come se non esistesse più il futuro. Come se ci fosse stato tolto il calendario».
Uno spazio per condividere il dolore
La perdita non è mai semplice, che si tratti di un amico, di un familiare o di un amore. Ma il dolore ha sfumature diverse e ognuno lo affronta come può.
«Il nostro modo di affrontarlo è il nostro comune denominatore: cerchiamo di non cedere alla disperazione, ma di insegnarci reciprocamente a trovare un senso alla nostra perdita. Quando ci incontriamo non ci sono regole – dice Laura – Se vogliamo piangere, piangiamo. Se vogliamo ridere, ridiamo. Facciamo semplicemente quello che sentiamo. Il nostro dolore è diverso, perché ci toglie il futuro, e parlarne con chi sta vivendo la stessa cosa ci aiuta ad affrontarlo, anche se sappiamo bene questo che non potrà mai essere cancellato».
Da qui l’idea di creare “La casa di Diego”, un luogo privato, semplice, ma estremamente prezioso per tutti noi genitori.
«Quando vanno via, le mamme e i papà, mi dicono che si sentono più leggeri e mi ringraziano. Io quasi mi sento in colpa, perché anche io riesco a “respirare meglio”, quando sono con loro – dice Laura – Con il tempo siamo diventati una famiglia, nell’accezione più nobile e vera del termine. Durante gli incontri condividiamo i modi in cui proviamo ad andare avanti, e ne scopriamo sempre di nuovi, solo confrontandoci con onestà e amore. Non credo che il tempo possa alleviare davvero questo tipo di sofferenza. Piuttosto credo che siamo noi a cambiare e a imparare a vivere con la sua presenza costante».
Un momento d’incontro nato dal dolore
Laura ha creato questo spazio dopo aver perso suo figlio Diego circa due anni fa.
«Ci incontriamo una volta ogni quindici giorni, circa, e qualche volta è presente anche la psicoterapeuta che mi segue o altre persone che possono aiutarci – spiega la donna – Tutto è nato quasi per caso. Siamo dalle cinque alle venticinque mamme e babbi e cerchiamo di farci forza a vicenda. Ho iniziato questo progetto per sopravvivere, ma anche per aiutare chi vive lo stesso dolore. Non credo che questa sofferenza passerà mai, ma so che uscire da questi incontri sentendosi un po’ più leggeri per ora è già tanto».
Gli incontri si tengono nel casale di Laura, “La casa di Diego”, appunto, in un ambiente accogliente e in mezzo alla natura.
E per chi vuole fare qualcosa per ricordare e celebrare Diego e quello che era, Laura ha un invito semplice: «Se incontrate un animaletto che ha bisogno di aiuto, fatelo, nutritelo, salvatelo e state certi che Diego vi starà sorridendo. Il suo sogno era aprire una colonia felina».
Le porte di “La casa di Diego” sono aperte a chiunque abbia perso un figlio, per partecipare agli incontri basta contattare su Facebook Laura.



