Da Porto Santo Stefano a Dubai, Alessio Rispoli sotto i missili: «Sembra che esplodano sopra di noi» | MaremmaOggi Skip to content

Da Porto Santo Stefano a Dubai, Alessio Rispoli sotto i missili: «Sembra che esplodano sopra di noi»

L’allenatore di triathlon maremmano vive negli Emirati da sei anni con la moglie e la figlia: «Restiamo in casa, scuole chiuse e aeroporti bloccati. Aspettiamo che passi»
Alessio Rispoli e la moglie Lara

PORTO SANTO STEFANO. Alessio Rispoli, originario di Santo Stefano, vive a Dubai da sei anni con la moglie Lara e la loro figlia, nata nel 2023. È allenatore di triathlon: arrivato negli Emirati Arabi per lavorare con uno dei club più importanti della città, oggi ha una sua attività di coaching e lavora anche in palestra.

Da domenica 1 marzo, però, la routine fatta di allenamenti all’alba e vita da espatriati si è fermata.

L’allenamento all’alba e quei rumori nel cielo

«Ci alleniamo presto, verso le 5-5.30, perché dopo fa troppo caldo. Stavamo per partire in bici quando ho sentito degli spari. Non ci abbiamo dato peso subito, qualcuno ha detto che sembravano fuochi d’artificio», racconta.

Alessio Rispoli a Dubai

Solo più tardi, guardando i cellulari dopo l’allenamento, Alessio e i suoi atleti hanno capito che non erano fuochi ma missili intercettati.

Le esplosioni sopra la città

«Quando senti l’esplosione è un boato, fa paura. Sembra sopra di noi». Alessio racconta di aver sentito diverse ondate durante la notte e la mattina.

«Ho letto di centinaia di droni e missili. Noi ne abbiamo sentite almeno una quindicina. Ogni volta tre o quattro esplosioni di seguito – spiega – Ci hanno raccomandato di restare in casa, lontani da finestre e porte, per il rischio detriti e per l’onda d’urto. Il clima e surreale anche scuole e università sono state chiuse».

Alessio e Lara hanno una bambina che frequenta l’asilo. «Ci hanno pregati di tenerla a casa – racconta – Meglio così, stiamo dentro casa tutti insieme e siamo più tranquilli».

La possibilità di rientrare in Italia, almeno per ora, non c’è. «Gli aeroporti di Abu Dhabi e Dubai sono chiusi. Ieri ci abbiamo pensato spesso – aggiunge – la voglia di andarsene e rientrare a casa c’è ma adesso non si può fare nulla. Aspettiamo».

Fiducia e timori

Rispoli non nasconde la preoccupazione, ma mantiene lucidità. «Questo è un Paese sicuro, ha una difesa aerea importante e questo un po’ ci rassicura – dice ancora – Però se la situazione dovesse andare avanti così, potrebbe diventare complicato. Per ora con la mia famiglia rimaniamo qui in casa. In allerta. Speriamo si risolva presto. Un pizzico di apprensione c’è: facciamo quello che ci dicono e andiamo avanti giorno per giorno».

Una testimonianza diretta quella di Alessio, lontano dall’Italia ma con il pensiero che corre veloce verso casa. Verso il paesello, Porto Santo Stefano che manca sempre, ma oggi più che mai.

Sono in particolare le famiglie d’origine di Alessio e Lara ad essere preoccupate. Entrambe non vedono l’ora di riabbracciare questa famiglia santostefanese che un giorno di sei anni fa ha deciso di emigrare, partire verso Dubai, una sorta di paradiso terrestre di questa parte di secolo.

E nessuno poteva pensare che un paradiso potesse diventare l’inferno in sole 24 ore.

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