Da Grosseto alle mille colline: l’avventura gravel di Gianluca in Rwanda | MaremmaOggi Skip to content

Da Grosseto alle mille colline: l’avventura gravel di Gianluca in Rwanda

Un’impresa sportiva tra ultracycling, artigianato toscano e cooperazione internazionale: Gianluca Scafuro del Cykeln Team al via della Race Around Rwanda 2026 con la Tommasini Impanga
Gianluca Scafuro su Impagna, foto di Matteo Neri

GROSSETO. Gianluca Scafuro è pronto a partire per un’avventura che lo porterà nel cuore dell’Africa. L’atleta del Cykeln Team di Firenze sarà al via della Race Around Rwanda 2026, una delle gare gravel ultracycling più affascinanti del panorama internazionale, in programma dal 1 febbraio lungo le iconiche “mille colline” del Rwanda.

Un’esperienza che va oltre la semplice competizione sportiva, diventando un ponte tra culture, territori e visioni diverse dello sport.

Una sfida estrema tra sterrato e altimetria impegnativa

La Race Around Rwanda si sviluppa su un percorso di circa 1.000 chilometri, con un mix di tratti asfaltati (55%) e sezioni sterrate tecnicamente impegnative (45%). Il dislivello positivo complessivo raggiunge i 19.000 metri, mentre il tempo massimo a disposizione degli atleti è di 163 ore.

La gara è self-supported: ogni partecipante deve essere completamente autonomo nella gestione di alimentazione, logistica e riparazioni meccaniche. Un formato che richiede non solo una grande preparazione fisica, ma anche lucidità mentale e capacità di pianificazione strategica.

La Tommasini Impanga: eccellenza artigianale toscana in Africa

Per affrontare questa impresa, Gianluca potrà contare su una compagna di viaggio d’eccezione: la Tommasini Impanga, mini cargo gravel prodotta dalla storica azienda di Grosseto Tommasini, simbolo della tradizione ciclistica toscana.

La Impanga è progettata per le lunghe distanze e i terreni variabili: telaio robusto ma leggero, geometrie orientate al comfort e una versatilità che consente di passare dall’asfalto ai sentieri più tecnici. Sulle strade sterrate e sulle salite ripide del Rwanda, rappresenterà un alleato fondamentale.

Il progetto guarda anche al futuro, con l’idea di esportare questo modello nel paese africano per supportare gli spostamenti quotidiani dei lavoratori, oggi spesso costretti a trasportare carichi pesantissimi con semplici bici da passeggio.

Partner tecnici e supporto istituzionale

Al fianco di Gianluca c’è un team di partner tecnici selezionati. Udog fornisce scarpe gravel specifiche per garantire aderenza e comfort, mentre Rockbros ha messo a disposizione abbigliamento tecnico completo e casco, elementi fondamentali per sicurezza e prestazioni in condizioni climatiche variabili.

A rendere questa avventura ancora più significativa è il supporto del Ministero dello Sport Rwandese, che seguirà l’atleta con un fotografo e un videomaker ufficiali. Una collaborazione che conferma l’interesse del Rwanda per lo sport come strumento di promozione territoriale, culturale e turistica.

Dalla partenza di Kigali a una storia da raccontare

Tra poche ore Gianluca volerà verso Kigali, punto di partenza della Race Around Rwanda 2026. La starting list conta circa 150 atleti provenienti da oltre 25 nazioni, a conferma della crescente rilevanza internazionale della manifestazione.

Il contingente italiano sarà composto da una decina di atleti, una presenza significativa che testimonia la crescita del movimento gravel tricolore anche fuori dai confini nazionali.

Sarà un’esperienza agonistica intensa, fatta di percorsi tecnici, paesaggi mozzafiato e incontri con le comunità locali. Una storia di passione, determinazione e collaborazione internazionale che dimostra come il ciclismo possa essere molto più di uno sport: un linguaggio universale capace di unire persone, culture e continenti.

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