Cup di Manciano, la protesta della maggioranza: «Ridurre i servizi nelle aree interne è inaccettabile» | MaremmaOggi Skip to content

Cup di Manciano, la protesta della maggioranza: «Ridurre i servizi nelle aree interne è inaccettabile»

Nuovi orari ridotti e ambulatori non riattivati: il Comune scrive all’Asl e chiede il ripristino della sanità di prossimità
Il Cup di Manciano e il cartello con i nuovi orari
Il Cup di Manciano e il cartello con i nuovi orari

MANCIANO. La riduzione dell’orario del CUP di Manciano e la mancata riattivazione di alcuni ambulatori specialistici accendono lo scontro sulla sanità territoriale. A protestare, con una nota dura, è Manciano idea comune, la lista civica del sindaco Mirco Morini e quindi espressione della maggioranza che guida il Comune.

Il punto centrale è semplice: per una comunità distante dai grandi centri e con un’età media elevata, tagliare ore e servizi significa aumentare disagi e costi, soprattutto per anziani e persone fragili.

I nuovi orari del CUP dal 12 gennaio 2026

A innescare la polemica è la rimodulazione dell’apertura del CUP, entrata in vigore dal 12 gennaio 2026. Il nuovo orario esposto al pubblico indica:

  • lunedì: 7.30-10.30 e 14.30-17.30

  • martedì: 7.30-10.30 e 14.30-17.30

  • mercoledì: 7.30-10.30

  • giovedì: 7.30-10.30

  • venerdì: 7.30-10.30

In pratica, le aperture pomeridiane restano solo due giorni a settimana, mentre per tre giorni lo sportello è accessibile solo per tre ore al mattino.

La nota di Manciano idea comune e la lettera all’Asl

Nella nota diffusa in queste ore, la lista civica parla di «forte contrarietà alla riorganizzazione dei servizi sanitari» che riguarda il presidio di Manciano, sottolineando due aspetti: la riduzione dell’orario del CUP e «la mancata riattivazione di alcuni ambulatori specialistici fondamentali».

Secondo Manciano idea comune, il Comune si è mosso formalmente: «Appresa la notizia di questi cambiamenti, l’amministrazione comunale ha scritto alla direzione generale dell’azienda Asl Toscana sud est per richiedere il ripristino dei servizi e per ottenere chiarimenti sulle scelte adottate».

La critica è duplice, «grave nel metodo» e «grave nel merito». Nel metodo, perché viene contestata «l’assenza di un confronto preventivo con i territori». Nel merito, perché le decisioni colpiscono una comunità che vive già «criticità legate alla distanza dai grandi centri e alla composizione demografica».

«Una scelta miope e iniqua»: il timore dello svuotamento dei servizi

La lista del sindaco Morini mette l’accento su un tema che, in Maremma, torna spesso: la concentrazione dei servizi sanitari nelle aree più grandi e più vicine alla costa.

«La progressiva concentrazione dei servizi sanitari nei centri urbani costieri rappresenta una scelta miope e iniqua», si legge nella nota. E vengono richiamati i problemi concreti: viabilità, tempi di percorrenza, frammentazione del territorio e l’età media avanzata della popolazione residente.

In questo quadro, la sanità di prossimità non dovrebbe essere ridotta, ma «mantenuta e rafforzata».

Cup e ambulatori: perché per le aree interne non è solo una riorganizzazione

Il documento della maggioranza insiste sul punto politico e sociale: «Per le aree interne come Manciano, la riduzione dei servizi sanitari non è una semplice riorganizzazione, ma un arretramento concreto del diritto alla salute».

Spostare sportelli e ambulatori significa, secondo la lista civica, «aumentare disagi, costi e difficoltà» per anziani, persone fragili e famiglie, «scaricando sui singoli il peso di scelte che dovrebbero invece tutelare l’equità territoriale».

La richiesta: ripristino dei servizi e confronto con Regione Toscana

Manciano idea comune chiede «con forza» che la riorganizzazione venga rivista e che si apra «un confronto serio e trasparente» tra Comuni, azienda sanitaria e istituzioni regionali, «a partire dalla Regione Toscana».

La chiusura della nota è netta: «La sanità territoriale non può essere sacrificata in nome di logiche centralistiche che penalizzano chi vive nelle aree interne».

Cosa succede ora

Dopo la lettera inviata dal Comune alla direzione generale dell’Asl Toscana sud est, l’attenzione si sposta sui prossimi passaggi: eventuali chiarimenti dell’azienda sanitaria, tempi e modalità di ripristino del servizio, e la possibilità di un tavolo con Regione Toscana e territori.

Intanto, la vicenda entra ufficialmente nel dibattito politico locale, con un elemento non secondario: la protesta arriva direttamente dalla maggioranza che governa Manciano, che chiede di rivedere le scelte e di riportare i servizi sanitari più vicini ai cittadini.

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