Culicchi (Pd): «Export in crollo e meno aiuti a famiglie e imprese. Così Grosseto va in controtendenza» | MaremmaOggi Skip to content

Culicchi (Pd): «Export in crollo e meno aiuti a famiglie e imprese. Così Grosseto va in controtendenza»

Leonardo Culicchi (Pd) critica la politica economica del Comune di Grosseto: dati Irpet negativi su export e turismo e bilancio con tagli a famiglie, imprese, università e politiche sociali. Nel mirino anche il progetto sulle relazioni internazionali
Il Comune di Grosseto e Leonardo Culicchi
Il Comune di Grosseto e Leonardo Culicchi

GROSSETO. C’è una contraddizione che diventa sempre più evidente nella politica economica del Comune di Grosseto. Mentre l’Amministrazione rivendica la proiezione internazionale del “brand Maremma” e difende con forza il progetto dell’ufficio relazioni internazionali, i numeri ufficiali raccontano un territorio che arretra e un bilancio comunale che taglia proprio sugli strumenti che dovrebbero sostenere famiglie, imprese e sviluppo.

A mettere in fila dati e scelte politiche è il consigliere comunale del Partito Democratico Leonardo Culicchi, che interviene nella polemica sui viaggi istituzionali e sulle relazioni internazionali promosse dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dal presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti, parlando senza mezzi termini di «una contraddizione strutturale» tra narrazione e realtà.

I dati Irpet: export giù del 39 per cento, crolla l’agroalimentare

Il quadro tracciato dal consigliere dem parte dai numeri ufficiali. Il rapporto Irpet relativo al terzo trimestre 2025 certifica per la provincia di Grosseto un andamento definito «critico»: tra luglio e settembre 2025 l’export cala del 39,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024 e nei primi nove mesi dell’anno la flessione è del 21,6 per cento.

Un crollo che colpisce in modo particolare l’agroalimentare, settore che rappresenta circa due terzi dell’intero export provinciale. «Parliamo dei pilastri storici dell’economia maremmana – sottolinea Culicchi – proprio quei comparti che dovrebbero essere al centro di ogni strategia di rilancio».

A questo si aggiungono le difficoltà del turismo: nei mesi centrali della stagione, luglio, agosto e settembre, le presenze registrano un calo complessivo del 17,7 per cento, con un impatto significativo sia sul turismo balneare sia sulla domanda interna.

Il bilancio comunale e i tagli «dove servirebbe rafforzare»

In questo contesto, secondo il consigliere del Pd, ogni scelta di spesa pubblica dovrebbe essere «ponderata, coerente e mirata». Ma il bilancio di previsione del Comune di Grosseto va in direzione opposta.

Culicchi elenca una serie di tagli che definisce «trasversali e incoerenti con la retorica del rilancio»: 15 mila euro in meno alle agevolazioni per le famiglie, 100 mila euro in meno alle agevolazioni per le imprese, 50 mila euro al sostegno all’università e 160 mila euro alle politiche sociali.

«È difficile conciliare questi numeri con l’idea di una politica che dice di voler sostenere sviluppo e competitività – afferma –. Da una parte si annuncia il rilancio, dall’altra si riducono proprio gli strumenti che aiutano chi vive, studia e produce sul territorio».

Relazioni internazionali, tra idea e mancanza di strategia

Il progetto delle relazioni internazionali, portato avanti dal sindaco e dal presidente del consiglio comunale, non viene bocciato in linea di principio. Culicchi riconosce che «rafforzare relazioni internazionali può avere senso», ma contesta il modo in cui il percorso viene costruito.

Secondo il consigliere, manca una strategia pubblica e verificabile che chiarisca su quali Paesi concentrare gli sforzi, quali filiere economiche sostenere – export agroalimentare, turismo, manifattura, servizi – a quali fiere partecipare, con quali obiettivi misurabili e chi rappresenta il Comune all’estero e con quali competenze.

A questo si aggiunge un nodo normativo: «Gli accordi internazionali tra istituzioni territoriali italiane e istituzioni straniere sono oggi vietati, salvo autorizzazioni molto difficili da ottenere dal ministero». Senza un quadro chiaro, per Culicchi le missioni rischiano di restare «esposizione simbolica» più che vere politiche di sviluppo.

Simboli identitari e nodo economico

Un passaggio critico riguarda anche l’impostazione comunicativa. Se per il presidente del consiglio comunale i simboli centrali della promozione territoriale sono il cavallo maremmano e la figura del buttero, per Culicchi il problema non è culturale o folkloristico, ma economico.

«Sono simboli identitari forti – riconosce – ma il nodo vero è come si sostiene l’economia reale, non come si racconta».

«Serve coerenza tra visione e risorse»

Il cuore della critica dem sta nella richiesta di coerenza. Guardare oltre i confini locali non è sbagliato, ma farlo «senza progetto, senza priorità e senza coerenza con il bilancio» rischia di produrre l’effetto opposto a quello dichiarato.

«Se davvero si vuole dimostrare che non si tratta di sperpero – conclude Culicchi – servono atti concreti: obiettivi chiari, indicatori di risultato, settori target e una riallocazione delle risorse che dica con chiarezza da che parte sta il Comune quando l’economia rallenta. Oggi il messaggio che arriva a cittadini e imprese è un altro: si chiede di competere nel mondo, ma si tolgono strumenti sul territorio. Questa non è una visione, è una contraddizione».

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