GROSSETO. La crisi in Medio Oriente sta pesando sul settore turistico, con un riverbero generale che si è esteso rapidamente anche sulle località che non sono a rischio. un clima paragonabile a quello vissuto durante il periodo del Covid, con instabilità, incertezze e viaggiatori che preferiscono fermarsi.
Con l’aumento delle tensioni internazionali, le soppressioni dei voli e il timore di ulteriori peggioramenti, nelle agenzie di viaggio si moltiplicano le richieste di annullamento dei pacchetti di viaggio, ma non crescono le prenotazioni sulle mete locali.
Al momento non c’è l’effetto che fu portato dal Covid, quando moltissimi evitarono i viaggi all’estero per ripiegare sulle località più vicine, attirati anche dai grandi spazi della Maremma.
Cancellazioni e richieste di chiarimenti sulle penali
«Le cancellazioni ci sono state – spiega Andrea Mazzanti di Farm Holidays – C’è chi doveva partire e stiamo cercando di capire come farlo partire, chi deve rientrare e stiamo cercando di aiutarlo, altri sono in attesa. Monitoriamo la situazione giorno per giorno».
Molte richieste riguardano soprattutto la possibilità di annullare viaggi programmati nei prossimi mesi, anche verso mete non formalmente considerate a rischio. «Ci sono tante domande sulle penali – spiega – perché se la meta non è sconsigliata dalla Farnesina la cancellazione comporta comunque dei costi» spiega Mazzanti.
La paura blocca le nuove prenotazioni
Il fenomeno però non si traduce, almeno per ora, in un aumento delle prenotazioni sul territorio locale. «Non abbiamo visto una crescita delle richieste per la Maremma – aggiunge Mazzanti – Da noi il fenomeno è abbastanza irrilevante: non c’è stata nessuna impennata». Secondo gli operatori, chi rinuncia a un viaggio all’estero oggi non sceglie automaticamente l’Italia come alternativa. «La gente non prenota nuove vacanze: in questa fase preferisce aspettare».
Anche la Toscana subisce l’effetto paura
L’instabilità internazionale finisce per coinvolgere anche destinazioni considerate sicure. «Più che in Maremma – osserva Mazzanti – la differenza si sente nella zona del Senese, dove ci sono cancellazioni dal mercato americano. Anche qui paghiamo una percezione geografica distorta: veniamo considerati vicini all’area di crisi».
Prezzi dei voli e carburanti in aumento
Alla frenata delle prenotazioni si aggiunge il tema dei costi. L’aumento dei carburanti incide direttamente sul prezzo dei voli e rende ancora più instabile il mercato. «I prezzi salgono e scendono continuamente – conclude Mazzanti – È una situazione difficile da leggere, con molta incertezza e anche una componente speculativa».
Il timore di una nuova crisi del settore
Per molte micro e piccole imprese del turismo il timore è che si apra una nuova fase difficile, simile a quella affrontata durante il Covid, quando furono necessari contributi a fondo perduto per consentire alle attività di restare aperte.
L’Associazione Italiana Agenti di Viaggio ha già scritto alla ministra del Turismo Daniela Santanché chiedendo il ripristino dei voucher, uno strumento già utilizzato durante la pandemia e ritenuto fondamentale per evitare il collasso economico di molti operatori.
Oggi la parola più usata dagli operatori del settore sembra essere instabilità.





