GROSSETO. La deliberazione della Corte dei conti sulle società partecipate del Comune di Grosseto ha aperto un duro confronto politico in città .
La magistratura contabile ha analizzato il Piano di revisione delle partecipazioni comunali evidenziando una serie di criticità nella governance e nel controllo delle società partecipate. Tra i punti più delicati emergono il ruolo del Comune come socio controllante, la trasparenza nella gestione e soprattutto la vicenda della società in house Sistema, che gestisce tra le altre cose i parcheggi cittadini.
Dopo la pubblicazione della deliberazione, la giunta ha cercato di ridimensionare i rilievi parlando di osservazioni formulate in spirito collaborativo. Ma le opposizioni sostengono che il documento della Corte sia molto più severo e che metta in luce problemi strutturali nella gestione delle partecipate.
Cosa contesta la Corte dei conti
Nel documento la Corte richiama il Comune a un esercizio più incisivo delle proprie prerogative di socio pubblico.
Secondo i magistrati contabili, in alcuni casi si sarebbe verificato un rovesciamento dei ruoli tra ente controllante e società controllate. Gli obiettivi delle società partecipate, infatti, sarebbero stati elaborati dalle stesse società e solo successivamente recepiti dal Comune.
Una dinamica che, secondo la Corte, rischia di indebolire la funzione di indirizzo e programmazione dell’ente pubblico.
Tra le altre criticità segnalate: monitoraggio insufficiente dei costi di funzionamento delle società ; ritardi nelle operazioni di razionalizzazione delle partecipazioni; necessità di maggiore trasparenza nelle procedure di reclutamento del personale e attenzione particolare alla situazione della società Grosseto Fiere.
La Corte ha inoltre invitato il Comune a rafforzare il controllo e il monitoraggio sull’efficienza dei servizi pubblici gestiti attraverso le partecipate.
Il nodo dei parcheggi e della società Sistema
Il punto più delicato della deliberazione riguarda però Sistema srl, società interamente partecipata dal Comune che gestisce diversi servizi tra cui i parcheggi a pagamento.
Nel triennio 2021-2023 la gestione della sosta ha prodotto oltre un milione e mezzo di euro di margini positivi.
Secondo la Corte, però, i proventi dei parcheggi sono entrate vincolate per legge. Il Codice della strada stabilisce infatti che debbano essere destinate a interventi legati alla mobilità e alla sicurezza stradale.
La magistratura contabile ha rilevato che parte di queste risorse sarebbe stata utilizzata per sostenere altri servizi gestiti dalla società .
Per questo la Corte ha chiesto al Comune di assicurare la destinazione integrale dei proventi della sosta e di adottare tutte le misure necessarie per superare la criticità .
Le cifre in gioco non sono marginali: secondo le opposizioni si tratta di circa 500 mila euro all’anno, a partire dal 2021.
Una questione che potrebbe avere effetti anche sugli equilibri di bilancio del Comune.
La replica del Comune: «Solo osservazioni collaborative»
L’amministrazione comunale ha reagito ai rilievi sostenendo che la deliberazione della Corte non rappresenti una bocciatura.
Secondo la giunta si tratta di un normale processo di verifica istituzionale finalizzato a migliorare i sistemi di controllo e governance delle società partecipate.
Il Comune ricorda inoltre di essersi dotato nel 2022 di un regolamento specifico sulla gestione delle partecipate e sottolinea che la Corte non avrebbe sollevato contestazioni su questo punto.
Anche sul caso dei parcheggi la posizione dell’amministrazione è improntata alla prudenza: si parla di un’esigenza di rendicontazione più puntuale delle entrate e delle spese relative alla gestione della sosta.
Le critiche dell’opposizione
Le opposizioni, però, leggono la deliberazione in modo molto diverso.
Il consigliere del Movimento 5 Stelle Giacomo Gori ha chiesto una delibera straordinaria del Consiglio comunale per recepire integralmente i rilievi della Corte e rafforzare il controllo sulle partecipate.
Ancora più duro il capogruppo di Grosseto Città Aperta Carlo De Martis, che parla di una Corte «durissima» sulla gestione delle partecipate e accusa la giunta di aver perso il controllo del sistema.
Secondo De Martis, la situazione descritta dalla Corte sarebbe quella di una subalternità del Comune alle società partecipate, con un indebolimento del ruolo di indirizzo politico dell’ente.
Nel mirino anche la vicenda del consiglio di amministrazione di Sistema e la gestione dei proventi dei parcheggi.
Una vicenda destinata a proseguire
Il confronto politico è quindi tutt’altro che chiuso.
Da una parte l’amministrazione comunale che invita a leggere la deliberazione della Corte come un normale processo di miglioramento amministrativo. Dall’altra le opposizioni che parlano di un richiamo molto più severo e chiedono interventi immediati.
Al centro dello scontro resta il nodo della gestione delle società partecipate e, soprattutto, l’utilizzo dei proventi dei parcheggi.
Una vicenda che, oltre allo scontro politico, potrebbe avere anche implicazioni finanziarie per il bilancio del Comune di Grosseto.




