CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Da diverse partite, quando le squadre giovanili della Castiglionese giocano in trasferta, le offese dagli spalti superano il limite. Quello che inizia come il solito dileggio sportivo, a un certo punto si trasforma in cori e frasi razziste rivolte ai giocatori.
Un andazzo che la società rossoblù ha deciso di non tollerare più, scegliendo di portare allo scoperto il problema per tutelare i propri atleti e lanciare un messaggio chiaro: è arrivato il momento di smetterla.
Lucarelli: «Un dileggio che va avanti da un pezzo»
A spiegare quanto sta accadendo è Silvano Lucarelli, co-presidente della società insieme a Roberto Corsi, nata dalla fusione con il Punta Ala.
«Durante le partite delle nostre squadre giovanili – racconta – le offese, purtroppo presenti su molti campi, a un certo punto diventano qualcosa di diverso. Cori e frasi razziste, rivolte in particolare ad alcuni nostri giocatori di colore, ragazzi che vogliono solo giocare a calcio».
Secondo Lucarelli, dopo l’ennesimo episodio, la situazione è diventata inaccettabile. «Non basta più una semplice censura. Servono atti concreti anche da parte degli addetti ai lavori: arbitri, allenatori e dirigenti».
Quando gli insulti arrivano dalle tribune
Lucarelli conosce bene la storia del calcio e sa che in campo il confronto è sempre stato acceso. Ma quando gli insulti arrivano da bordo campo e dalle tribune, il confine viene superato.
«Non vogliamo fare la morale a nessuno – prosegue – ma il vaso è colmo. Il rispetto, di cui tanti si riempiono la bocca, nei fatti non c’è mai stato. Insultare dei ragazzi per il colore della pelle è traumatico ed è da incivili, soprattutto in una società multiculturale come la nostra».
«Qualcuno deve intervenire»
La società sottolinea come questi episodi non possano essere derubricati a “cose che succedono al campo”. «Qualcuno deve intervenire – conclude Lucarelli –. Abbiamo parlato con i nostri ragazzi e riflettuto a lungo prima di uscire con un comunicato. Lo abbiamo fatto perché tutti sappiano cosa sta succedendo».
Il comunicato della Castiglionese
Nel documento ufficiale, la società prende una posizione netta:
«Tutta la società asd Castiglionese condanna fermamente gli spregevoli episodi di razzismo che i nostri tesserati delle formazioni giovanili stanno subendo durante questa stagione sportiva. Quanto accaduto nella partita di sabato scorso della squadra Juniores rappresenta l’apice di un fenomeno preoccupante, che non può essere sottovalutato o ignorato».
La nota ribadisce la vicinanza ai giovani atleti: «Ci schieriamo apertamente al fianco dei nostri ragazzi, a difesa loro e dei principi di rispetto ed educazione, troppo spesso accantonati. I nostri unici colori sono rossoblù».
Una presa di posizione forte, che parte da Castiglione della Pescaia ma che chiama in causa l’intero mondo del calcio giovanile. Perché il tifo può essere acceso, ma il razzismo non è mai un gioco.



