Coppia bloccata a Doha dopo lo stop ai voli: «Sentiamo i missili, vogliamo tornare a casa» | MaremmaOggi Skip to content

Coppia bloccata a Doha dopo lo stop ai voli: «Sentiamo i missili, vogliamo tornare a casa»

Serena e Manuel dovevano rientrare il 28 febbraio dalla Thailandia, ma l’aereo per Roma è stato fermato in fase di decollo dopo la chiusura degli spazi aerei per i bombardamenti in Iran. Da giorni sono bloccati in Qatar
Valigie all’aeroporto in attesa di essere imbarcate

FOLLONICA. Sono rimasti bloccati a Doha da sabato 28 febbraio e ancora non sanno quando potranno tornare in Italia. A casa, a Follonica, ad aspettarli c’è il figlio di 19 anni.

Quella che doveva essere la fine di un viaggio in Thailandia si è trasformata in un’odissea per Serena e Manuel, coppia follonichese che sabato mattina avrebbe dovuto imbarcarsi su un volo diretto a Roma. Il decollo era previsto alle 9.30, ma l’aereo non è mai partito.

Il velivolo era già in fase di decollo quando tutto è stato improvvisamente bloccato. In quelle ore erano infatti iniziati i bombardamenti in Iran e gli spazi aerei della zona sono stati chiusi. I passeggeri sono rimasti per ore all’interno dell’aereo, senza sapere cosa stesse accadendo.

Tre ore chiusi sull’aereo prima dello stop definitivo

La coppia ha capito che il rientro non sarebbe stato immediato soltanto dopo diverse ore di attesa.

Per circa tre ore i passeggeri sono rimasti seduti sull’aereo fermo in pista. Solo controllando i telefoni hanno scoperto la notizia dello scoppio del conflitto e della chiusura degli spazi aerei.

In un primo momento era stato comunicato che il volo sarebbe ripartito intorno a mezzogiorno, ma la situazione è cambiata rapidamente.

Notte in aeroporto tra coperte e attese

Dopo l’annuncio dello stop ai voli, ai passeggeri è stato chiesto di restare all’interno dell’aeroporto, ritenuto inizialmente il luogo più sicuro.

Serena e Manuel, insieme agli altri viaggiatori, hanno fatto la fila per ricevere delle coperte e trascorrere la notte nello scalo. Una lunga attesa, tra incertezza e preoccupazione, mentre le notizie sul conflitto continuavano ad arrivare.

Il trasferimento in hotel senza bagagli

Solo nelle ore successive la compagnia aerea ha deciso di trasferire i passeggeri in un hotel.

La coppia è arrivata in albergo nelle prime ore della domenica, senza valigie, ma almeno con una stanza dove poter riposare. Il soggiorno è stato coperto da Qatar Airways, che secondo Serena è stata l’unica compagnia ad offrire assistenza concreta ai viaggiatori rimasti bloccati.

«Sentiamo il rumore dei missili»

La situazione, però, resta tesa. Ai passeggeri è stato chiesto di rimanere in hotel e stare lontano dalle finestre, con precise indicazioni di sicurezza. Di tanto in tanto, racconta Serena, si sente anche il rumore dei missili.

La coppia rassicura di essere al sicuro, ma la preoccupazione è forte e il desiderio è solo quello di poter rientrare in Italia il prima possibile.

I contatti con l’ambasciata e l’unica proposta di rientro

Secondo quanto raccontato dalla coppia, nei primi momenti non ci sarebbe stato un contatto diretto con l’ambasciata italiana.

Serena e Manuel si sono recati personalmente all’ambasciata già nella giornata di sabato, senza riuscire a essere ricevuti. Solo dopo la diffusione di un video sui social si sarebbe presentato l’ambasciatore per parlare con i connazionali bloccati.

L’unica soluzione proposta finora sarebbe quella di lasciare il Qatar via terra: un trasferimento in autobus di circa sette ore, attraversando zone di guerra, fino a Riad. Da lì i passeggeri dovrebbero poi cercare e pagare autonomamente un volo per l’Italia.

Una proposta che la coppia non è disposta ad accettare. Secondo quanto riferito, da Doha non sarebbe più possibile ripartire perché anche l’aeroporto sarebbe stato colpito da attacchi.

Per Serena e Manuel, quindi, l’attesa continua, con la speranza di trovare presto una soluzione sicura per tornare a casa.

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