GROSSETO. Lo sciopero generale che ha interessato tutta l’area del centro Italia si è svolto nella mattinata del 18 dicembre. A Grosseto sono stati più di 50 i dipendenti della Coop che si sono ritrovati davanti al punto vendita di via delle Brigate Partigiane. Persone pronte a dire no al taglio del personale, che potrebbe mettere a rischio il posto di lavoro di 520 persone in tutto il centro Italia.
Allo sciopero, proclamato da Filcams Cgil, Fiascat e Uiltucs Toscana, hanno partecipato i dipendenti Coop di tutta la provincia, mostrando solidarietà ai loro colleghi.
«Nel piano industriale presentato il primo dicembre non si parla di ricollocazione dei dipendenti. C’è stata una buona risposta allo sciopero in tutti i presidi, a causa della paura e dell’incertezza a cui tutti siamo soggetti – dice Pierpaolo Nicci della Cgil – I dipendenti della Coop di via Brigate Partigiane sono comunque andati al lavoro e capiamo la loro decisione. Lavoreremo affinché vengano ricollocati in città».
«Gli abitanti del quartiere avvieranno una petizione»
La Coop di via Brigate Partigiane si trova in un punto strategico, vicino alle scuole e immerso in un quartiere residenziale.
«Da questo punto vendita dipendono sette famiglie, che non sanno cosa succederà nel loro futuro. Non sanno se saranno ricollocate oppure licenziate, nonostante le rassicurazioni di Unicoop Etruria – dice Sara Tosi di Fiascat – Ma non solo: questo negozio è un punto di riferimento per tutta la comunità del quartiere, che sta pensando di avviare una petizione per mantenerlo aperto».
La vicenda è iniziata lo scorso 1° dicembre, quando Unicoop Etruria ha annunciato una fusione tra le Coop del centro Italia e quelle della Toscana. Un tavolo di trattative in cui inizialmente non si parlava di chiusura dei punti vendita. Tutt’ora i dipendenti non sanno se il punto vendita sarà chiuso o ceduto.
«L’azienda non ha mai manifestato crisi economiche o altre problematiche, per questo è stato un fulmine a ciel sereno – dice Dorsaf Oueslati di Uiltucs Toscana – Si trattava di un ampliamento per rafforzare la presenza nel centro Italia. Dopo la comunicazione della fusione, al tavolo delle trattative si è iniziato a parlare di licenziamenti».
«Chiediamo un confronto che non si limiti alla mera comunicazione dei numeri e l’apertura con urgenza di un vero tavolo di confronto, nel quale l’azienda si presenti con soluzioni chiare, concrete e verificabili – aggiunge Nicci – Questo per la salvaguardia dell’occupazione e dei presidi territoriali».
Solidarietà dal Pd provinciale
Il Partito Democratico della provincia di Grosseto e della Val di Cornia – Isola d’Elba esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Unicoop Etruria, che hanno proclamato lo stato di agitazione e lo sciopero a fronte di un piano di riorganizzazione che rischia di avere pesanti ricadute occupazionali, in particolare sulle sedi operative e amministrative.
«Il lavoro è una priorità assoluta. Non può essere chiesto ai dipendenti di pagare il prezzo di scelte industriali complesse senza garanzie chiare e verificabili sulla tutela dei posti di lavoro, sulla continuità dei presidi territoriali e sul futuro delle comunità coinvolte – dicono Giacomo Termine, segretario Pd della provincia di Grosseto e Simone De Rosas, segretario Pd della Val di Cornia – Elba – Il Pd prende atto della posizione di Unicoop Etruria, che ha ribadito la disponibilità al confronto con i sindacati e l’obiettivo della salvaguardia occupazionale, insieme alla volontà di continuare a investire nei territori».
Per questo il confronto deve restare aperto e responsabile e tradursi in impegni concreti: il modello cooperativo non può prescindere dalla tutela del lavoro e dal radicamento territoriale, soprattutto nelle aree più fragili.
Il Pd auspica che già nei prossimi incontri si possano individuare soluzioni condivise capaci di coniugare l’equilibrio economico della Cooperativa con la piena salvaguardia dell’occupazione e dei servizi sul territorio.


