SAN VINCENZO. Dopo la delibera della Corte dei conti sul bilancio di San Vincenzo, finalmente gli atti arrivano all’albo pretorio. I 182mila euro di saldo positivo annunciati dall’amministrazione comunale ci sono e adesso è possibile capire con precisione da dove arrivano. Ma la pubblicazione della delibera approvata dal consiglio comunale il 25 agosto restituisce anche un quadro più articolato rispetto a quello sintetizzato nei giorni scorsi attraverso comunicati e grafiche.
Il dato esatto è di 182.696,02 euro e rappresenta la parte disponibile del risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025, dopo avere apportato le rettifiche conseguenti alla pronuncia 111/2026 della Corte dei conti.
Gli esercizi precedenti, invece, restano in disavanzo anche nei nuovi prospetti approvati dal Consiglio: -1.583.382,43 euro nel 2022, -1.242.893,09 euro nel 2023 e -267.180,67 euro nel 2024.
La nuova documentazione consente quindi di chiarire il percorso seguito dal Comune, ma lascia aperto un passaggio decisivo: la Corte dovrà verificare se le misure correttive adottate dall’ente rispondano integralmente alle proprie prescrizioni. E soprattutto dovrà valutare la ricostruzione fatta dal Comune su 353.458,47 euro di ristori Covid, dalla quale dipende una parte sostanziale della differenza tra i numeri della magistratura contabile e quelli approvati dal Consiglio.
I conti corretti dal 2022 al 2025
La deliberazione numero 56, approvata con 7 voti favorevoli e 6 contrari, ridetermina i risultati di amministrazione degli esercizi dal 2022 al 2025.
I numeri sono questi:
| Anno | Risultato precedente alle rettifiche | Risultato approvato |
|---|---|---|
| 2022 | -1.574.567,41 euro | -1.583.382,43 euro |
| 2023 | -1.061.107,49 euro | -1.242.893,09 euro |
| 2024 | -11.478,35 euro | -267.180,67 euro |
| 2025 | +438.398,34 euro | +182.696,02 euro |
Il percorso mostra dunque un progressivo miglioramento: il disavanzo supera ancora il milione di euro nel 2022 e nel 2023, scende a 267mila euro nel 2024 e viene superato nel 2025, quando la parte disponibile torna positiva.
Questo è il dato sul quale l’amministrazione fonda la propria affermazione secondo cui il disavanzo sarebbe stato recuperato in cinque anni anziché nei dieci inizialmente previsti.
Come si arriva ai 182mila euro positivi
Il rendiconto 2025, prima delle nuove correzioni, presentava una parte disponibile positiva di 438.398,34 euro.
Le rettifiche hanno comportato l’inserimento di 167.820,58 euro in più nella parte vincolata e 87.881,74 euro in più nella parte destinata agli investimenti.
Complessivamente, quindi, dal risultato disponibile vengono sottratti 255.702,32 euro.
Il calcolo è netto: 438.398,34 euro meno 255.702,32 euro portano a un saldo positivo di 182.696,02 euro. I 182mila euro non sono dunque una previsione né un dato politico: compaiono nel prospetto rettificato del risultato di amministrazione 2025 approvato dal consiglio comunale.
Ma non sono neppure il risultato dell’esercizio 2024 esaminato dalla Corte dei conti. È questa la distinzione fondamentale per comprendere il confronto di queste settimane.
La Corte aveva rideterminato il 2024 a meno 620mila euro
Nella pronuncia 111/2026 la Corte dei conti aveva rideterminato la parte disponibile al 31 dicembre 2024 in -620.639,14 euro.
Il Consiglio comunale ha invece approvato per lo stesso esercizio un risultato rettificato di -267.180,67 euro.
Tra le due cifre c’è una differenza di 353.458,47 euro. Ed è proprio qui che si concentra il passaggio contabile più delicato dell’intera vicenda.
La differenza deriva dai fondi Covid che il Comune considera correttamente svincolati: 169.726,74 euro di ristori per le minori entrate Imu; 181.605,47 euro di ristori per le minori entrate Cosap e 2.126,26 euro di ristori di spesa.
L’amministrazione sostiene di avere potuto liberare queste risorse in applicazione del decreto ministeriale dell’8 febbraio 2024, richiamando anche la documentazione dalla quale San Vincenzo risulta con saldo finale pari a zero nella verifica dei fondi legati all’emergenza sanitaria.
Sui ristori Covid resta il vero nodo da sciogliere
Nel testo della deliberazione il Comune scrive di ritenere di avere rispettato la disciplina ministeriale con gli svincoli contabilizzati nel rendiconto 2023.
Questa posizione incide anche sugli anni successivi e consente di arrivare a un disavanzo di 1.242.893,09 euro nel 2023 e di 267.180,67 euro nel 2024, anziché ai risultati più negativi risultanti dalla rideterminazione operata dalla Corte.
La distinzione è importante: il Consiglio ha approvato i nuovi prospetti e il revisore unico ha espresso parere favorevole sulla congruità, veridicità e attendibilità della proposta. Ma il parere del revisore non rappresenta una nuova pronuncia della Corte dei conti.
Sarà quindi la Sezione regionale di controllo a valutare se la documentazione richiamata dal Comune giustifichi effettivamente la diversa contabilizzazione dei 353.458,47 euro.
Sterilizzati oltre 93mila euro per il Fal
L’altro intervento importante riguarda il Fondo anticipazione di liquidità, il Fal. La Corte aveva accertato che la modalità utilizzata dal Comune aveva prodotto, negli esercizi dal 2022 al 2024, un ampliamento illegittimo della capacità di spesa pari a 69.513,43 euro.
Il Comune ha quindi inserito nel bilancio 2026 un fondo di spesa non impegnabile destinato a sterilizzare quella somma. Alla cifra contestata dalla Corte è stata aggiunta anche la quota relativa al 2025, portando il fondo complessivo a 93.255,04 euro.
In altre parole, quella maggiore capacità di spesa viene bloccata e resa indisponibile nel bilancio 2026.
Cosa ha approvato il consiglio comunale
La delibera è passata con i voti favorevoli dei sette consiglieri di maggioranza e quelli contrari dei sei rappresentanti delle opposizioni: Guido Cruschelli, Alessio Landi, Michele Cascone, Davide Lera, Luca Cosimi ed Elisa Cecchini.
Con la stessa divisione, 7 voti contro 6, l’atto è stato dichiarato immediatamente eseguibile.
Il consiglio ha disposto: l’approvazione dei nuovi risultati di amministrazione dal 2022 al 2025; l’adeguamento dei prospetti sulle risorse vincolate e destinate agli investimenti; l’allineamento dei rendiconti nella Banca dati delle amministrazioni pubbliche e la pubblicazione dell’atto nella sezione Amministrazione trasparente.
Il revisore unico Nicola Conti ha espresso parere favorevole sulla proposta e sui quattro prospetti rettificati.
Nel prospetto c’è anche un refuso di 100 euro
Dall’esame della documentazione emerge anche una piccola incongruenza materiale. Nel corpo della delibera il totale della parte vincolata per il 2025 viene riportato come 2.063.194,25 euro. Nel prospetto allegato il totale è invece di 2.063.294,25 euro.
È quest’ultima la cifra che risulta corretta sommando le singole componenti ed è anche quella compatibile con il risultato finale positivo di 182.696,02 euro.
La differenza di 100 euro sembra quindi essere un refuso nella trascrizione del totale all’interno della deliberazione, mentre il prospetto allegato e il calcolo conclusivo risultano coerenti tra loro.
Cosa può succedere adesso
L’approvazione della delibera non chiude automaticamente il procedimento. Il Comune ha adottato le misure correttive entro i sessanta giorni indicati dalla Corte e dovrà completare l’allineamento dei prospetti contabili e la trasmissione dei dati. A quel punto la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti esaminerà quanto deliberato.
Gli scenari possibili sono sostanzialmente tre.
La Corte potrebbe ritenere le misure adottate adeguate e considerare correttamente recepite le proprie indicazioni. Potrebbe chiedere nuovi chiarimenti o ulteriori documenti, soprattutto sullo svincolo dei ristori Covid. Oppure potrebbe non condividere, in tutto o in parte, la ricostruzione del Comune e richiedere nuove correzioni.
Il punto centrale sarà stabilire quale debba essere considerato il risultato corretto del 2024: i 620.639,14 euro di disavanzo determinati dalla Corte oppure i 267.180,67 euro approvati dal Consiglio sulla base della diversa valutazione dei fondi Covid.
I 182mila euro ci sono, ma ora serve il controllo finale
La pubblicazione degli atti permette finalmente di separare i dati dalle rispettive letture politiche.
È corretto affermare che, dopo le rettifiche, il Comune chiude il 2025 con una parte disponibile positiva di 182.696,02 euro. È altrettanto corretto ricordare che gli esercizi 2022, 2023 e 2024 restano in disavanzo nei prospetti approvati e che sulla quantificazione del risultato 2024 permane una differenza rilevante rispetto alla pronuncia della Corte dei conti.
La maggioranza può dunque rivendicare un recupero più rapido rispetto al piano originario. Le opposizioni possono continuare a richiamare le irregolarità accertate dalla magistratura contabile e i risultati negativi degli esercizi sottoposti al controllo.
Adesso, però, il passaggio decisivo non sarà affidato ai comunicati o alle grafiche: sarà la Corte dei conti a stabilire se le correzioni approvate dal Comune, compresa la ricostruzione dei ristori Covid, siano sufficienti per chiudere questa fase del controllo.