PIOMBINO. Non c’è stata storia. Se Milano sperava di rimettersi in gioco in gara-4 della finale scudetto, ha trovato invece un muro invalicabile. Mercoledì 22 aprile resterà una data da dimenticare per Milano, travolta da una Prosecco Doc Imoco Conegliano apparsa in una forma ineccepibile. Il tabellone recita un perentorio 3-0, un risultato che racconta solo in parte il dominio territoriale delle venete, trascinate da una prestazione difensiva e offensiva ai limiti della perfezione.
Con questo successo Conegliano conquista il 9° scudetto, l’8° consecutivo, chiudendo la serie di finale 3-1.
Sarah Fahr: un 9 che profuma di leggenda
Se Conegliano ha brillato, Sarah Fahr ha letteralmente accecato le avversarie. Il pagellino della Serie A1 non lascia spazio a interpretazioni: voto 9.
La centrale ex Piombino ha messo in piedi una vera e propria “masterclass” di lettura del gioco. Nonostante il referto ufficiale segni paradossalmente un solo monster-block, la realtà del campo è stata ben diversa: le attaccanti di Milano hanno vissuto una serata da incubo, schiantandosi sistematicamente contro il piano di rimbalzo della Fahr.
La sua capacità di sporcare ogni pallone e di intuire in anticipo le traiettorie avversarie ha reso il muro di Conegliano una barriera invalicabile.
In fase di ricostruzione, l’intesa con la palleggiatrice Wolosz è apparsa telepatica. Sarah ha dimostrato perché, nonostante un’annata segnata da qualche noia fisica, resti la numero uno al mondo nel suo ruolo: una capacità di riproporsi sotto rete con una rapidità e un’eleganza fuori dal comune. In una parola? Sarah Farh è stata definita “leggiadra“.
Il ricordo del primo allenatore, Stefano Ceccarelli

Stefano Ceccarelli, il primo allenatore di Sarah Fahr al Volley Piombino, ricorda con affetto gli esordi della campionessa. Ceccarelli descrive un gruppo straordinario di atlete nate tra il 2000 e il 2001 che, fin dal primo campionato 6×6, dominò la scena provinciale perdendo una sola partita in tutta la stagione.
«In quel contesto, oltre a Sarah, spiccava anche il talento di Asia Massari, la cui carriera fu purtroppo frenata da un grave infortunio al ginocchio. Sebbene Sarah non fosse ancora “esplosa” fisicamente come negli anni successivi, le sue doti erano già evidenti. Il suo percorso a Piombino è poi proseguito sotto la guida di Maurizio Vittorini e, soprattutto, di Enrico Palermo, negli anni cruciali prima del salto verso il grande volley nazionale».
Oggi, Ceccarelli mantiene un rapporto di grande stima con l’atleta e la sua famiglia, descrivendo Sarah come una ragazza straordinariamente disponibile, come dimostrato durante la serata d’onore in piazza Bovio dopo l’oro olimpico.
L’orgoglio di Piombino: dalle origini al tetto del mondo

Il successo di Sarah non è certo una sorpresa per chi l’ha vista schiacciare i primi palloni in Toscana. Nata e cresciuta sportivamente nel vivaio della pallavolo piombinese, la Fahr continua a essere il vessillo di una città che non ha mai smesso di fare il tifo per lei.
Questo ennesimo trionfo di club si aggiunge a un palmarès ormai stellare. Impossibile non tornare con la mente al 7 settembre 2025, quando Sarah trascinò la Nazionale italiana sul gradino più alto del podio iridato. In quell’occasione, il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, celebrò la vittoria di Bangkok con parole che oggi suonano ancora più attuali:
«Sarah Fahr e la nazionale vincono il mondiale: una nuova grande soddisfazione per Piombino! Un plauso speciale alla nostra concittadina Sara Fahr e a tutte le Azzurre per la straordinaria vittoria nel Campionato Mondiale di volley femminile a Bangkok. Questo risultato è frutto di impegno, talento e lavoro di squadra. Sara, con la tua passione e il tuo talento, hai portato il nome di Piombino ancora una volta sul palcoscenico internazionale».
Una conferma infinita
Oggi, quella ragazza che sognava in grande nelle palestre di Piombino è diventata una realtà globale. Sarah Fahr non è solo una campionessa; è la dimostrazione che il talento, se unito a una determinazione d’acciaio, può superare ogni infortunio.
La sua prestazione di ieri è l’ennesimo regalo a una città che la segue con amore e che vede in lei il simbolo dell’eccellenza sportiva locale prestata al mondo intero.