Concordia, il vedovo di una vittima protesta: «Così si spegne la memoria del naufragio» | MaremmaOggi Skip to content

Concordia, il vedovo di una vittima protesta: «Così si spegne la memoria del naufragio»

Elio Vincenzi, marito di Maria Grazia Trecarichi, contesta il ridimensionamento delle commemorazioni del 13 gennaio: «La tragedia non può diventare un rito silenzioso»
La Costa Concordia

ISOLA DEL GIGLIO. È una protesta che nasce dal dolore e dalla rabbia quella di Elio Vincenzi, vedovo di Maria Grazia Trecarichi, una delle 32 vittime del naufragio della Costa Concordia avvenuto la notte del 13 gennaio 2012 davanti all’Isola del Giglio.
Secondo Vincenzi, con il passare degli anni, il ricordo pubblico della tragedia si sta progressivamente riducendo.

«Ho saputo che quest’anno al Giglio si terrà solo la messa in suffragio – dice – mentre sarebbero state cancellate la fiaccolata e la deposizione della corona in mare davanti a punta Gabbianara, nel punto in cui morirono i naufraghi. Per me è inaccettabile».

«La memoria non può essere cancellata»

Non è la prima volta che Vincenzi interviene quando ritiene che la memoria del disastro venga messa in secondo piano.
Lo fece anche nei mesi successivi al naufragio, quando vennero sospese le ricerche dei dispersi.

«Lo seppi quasi per caso – ricorda – e provai una rabbia enorme. Non si può permettere che il tempo cancelli ciò che è accaduto, quello che ha significato per chi ha perso una moglie, un marito, un figlio o un amico».

Non potrà essere al Giglio per il 14esimo anniversario

Quest’anno Vincenzi non potrà essere presente alle celebrazioni per il 14esimo anniversario: vive in Sicilia e nei prossimi giorni dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico.

«Non potrò essere sull’isola – spiega – ma non accetto che tutto venga ridotto a un momento dimesso. Quella tragedia ha segnato tante famiglie e l’intera comunità del Giglio. La memoria non deve affievolirsi».

Per questo sta cercando di far arrivare comunque sull’isola la tradizionale corona di alloro che per tredici anni è stata deposta in mare dalle istituzioni. «Sarà un gesto in ricordo di mia moglie – spiega – e di tutte le altre vittime».

La storia di Maria Grazia Trecarichi

Maria Grazia Trecarichi si trovava in crociera per festeggiare i suoi cinquant’anni. Con lei c’erano la figlia Stefania Vincenzi, il fidanzato Andrea Ragusa – entrambi superstiti – e un’amica, Luisa Antonia Virzì, deceduta anche lei e ritrovata alcuni mesi dopo il naufragio.

Per i resti di Maria Grazia, invece, la famiglia ha dovuto attendere quasi due anni: furono recuperati nell’ottobre 2013, durante le operazioni successive al sollevamento del relitto.

La posizione del sindaco Armando Schiaffino

«Non si tratta di dimenticare – chiarisce il sindaco del Giglio, Armando Schiaffino – la commemorazione sarà come quella dello scorso anno: messa in suffragio e, se il tempo lo consentirà, fiaccolata».

«Chi vuole ricordare i propri cari può farlo in qualsiasi momento – aggiunge –  ma basta con la sovraesposizione mediatica e con la parata delle istituzioni».

Schiaffino, che all’epoca era medico sull’isola e partecipò ai soccorsi, prenderà parte alla funzione nella chiesa di San Lorenzo, a Giglio Porto, senza indossare la fascia tricolore.

«Dopo il decimo anniversario – conclude – si è scelto di rendere la commemorazione meno mediatica, nel rispetto della volontà del mio predecessore».

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati

© 2021 PARMEDIA SRL – Via Cesare Battisti 85, 58100 – Grosseto – P.I.V.A. 01697040531
Tutti i diritti riservati.