GROSSETO. Una sentenza del Consiglio di stato del 14 ottobre 2025 chiarisce un punto cruciale per il futuro dei bagni della Maremma e di tutta Italia: alla scadenza delle concessioni balneari, prevista entro l’estate 2027, tutte le strutture considerate non amovibili – cioè costruite in muratura o comunque non smontabili – passeranno gratuitamente allo Stato.
Il principio è contenuto nell’articolo 49 del codice della navigazione e la sentenza del Consiglio di stato (Sezione VII, n. 8024/2025) lo ribadisce senza ambiguità: quando la concessione termina, le opere non amovibili restano acquisite al demanio pubblico, senza alcun indennizzo per i concessionari.
Le strutture diventano pubbliche
Il caso da cui nasce la decisione riguarda lo stabilimento “Bagni Ausonia” di Castiglioncello, ma la portata della sentenza è nazionale.
La società concessionaria sosteneva che gli edifici realizzati nel corso degli anni fossero di sua proprietà, ma il Consiglio di stato ha confermato che – anche se la concessione viene rinnovata – al momento della scadenza il passaggio allo Stato avviene automaticamente.
In sostanza, tutte le opere non facilmente smontabili (bar, ristoranti, cabine in muratura, pavimentazioni fisse, terrazze) diventano di proprietà pubblica. Lo Stato, o il Comune per suo conto, non dovrà pagare nulla.
L’effetto in Maremma: cosa accadrà ai bagni
Questo principio avrà effetti diretti anche lungo la costa maremmana, da Follonica a Capalbio. Quando le concessioni in essere verranno dichiarate concluse – e ciò dovrà avvenire entro l’estate 2027 – gli stabilimenti balneari non potranno più considerare di loro proprietà le strutture fisse.
Le centinaia di cabine, bar e ristoranti costruiti sulla spiaggia diventeranno parte del patrimonio pubblico.
Solo le strutture leggere e amovibili, montate e smontate ogni stagione, resteranno nella disponibilità dei gestori.
Le nuove aste dopo il 2027
Dopo la scadenza, le concessioni dovranno essere messe a gara, come previsto dalle direttive europee sulla concorrenza. Chi si aggiudicherà il nuovo bando potrà gestire lo stabilimento, ma le strutture esistenti saranno già di proprietà dello Stato.
Questo significa che i nuovi concessionari potranno utilizzare gli immobili senza doverli acquistare, ma pagando un canone determinato dal Comune o dal Demanio.
Nessun indennizzo per i vecchi gestori
Il punto più discusso è proprio questo: nessun rimborso o compenso sarà dovuto ai concessionari uscenti per le opere non amovibili costruite negli anni.
Il Consiglio di stato ha spiegato che ciò non rappresenta un’espropriazione, ma un effetto automatico previsto dalla legge fin dal momento del rilascio della concessione. Le strutture, infatti, sorgono su suolo pubblico e la loro destinazione è, per principio, pubblica.
Un tema che accende la costa maremmana
In Maremma il tema divide. Molti balneari denunciano il rischio di vedere svanire in pochi mesi investimenti e sacrifici di anni, mentre i Comuni costieri attendono chiarimenti operativi su come gestire il passaggio di proprietà e la successiva messa a gara.
Gli stabilimenti più grandi, con ristoranti e strutture in cemento, sono i più esposti: al momento della scadenza, tutto passerà allo Stato senza che i titolari possano chiedere indennizzi. Chi invece lavora con strutture smontabili, in legno o metallo leggero, potrà conservarle.
Il calendario: scadenza entro l’estate 2027
Il governo ha fissato nel 31 dicembre 2025 il termine ultimo per la ricognizione delle concessioni e nell’estate 2027 la data per la loro conclusione definitiva.
Da quel momento, inizieranno le aste pubbliche per l’affidamento delle nuove concessioni.
Le amministrazioni locali – tra cui i Comuni di Grosseto, Follonica, Castiglione della Pescaia, Orbetello e Monte Argentario – dovranno predisporre i bandi e gestire la transizione.
In sintesi:
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Alla scadenza, tutte le opere non amovibili passeranno allo Stato gratuitamente.
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Nessun indennizzo è previsto per i concessionari uscenti.
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Dopo il 2027 le concessioni saranno riassegnate tramite gara pubblica.
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In Maremma, centinaia di stabilimenti balneari dovranno affrontare un cambiamento radicale.
FONTE – Sentenza Bagno Ausonia – Consiglio di Stato