Commissione pari opportunità ferma a Grosseto: ancora senza presidente e senza attività | MaremmaOggi Skip to content

Commissione pari opportunità ferma a Grosseto: ancora senza presidente e senza attività

Bocciata di nuovo l’elezione della presidente: tra schede bianche e tensioni politiche la commissione resta paralizzata
Il Comune di Grosseto, commissione pari opportunità ancora senza presidente dopo due elezioni
La commissione pari opportunità del Comune di Grosseto è dopo 5 mesi ancora senza presidente

GROSSETO. Per la seconda volta la commissione pari opportunità del Comune di Grosseto non è riuscita a eleggere la nuova presidente. Nell’ultima votazione, andata in scena oggi, giovedì 5 febbraio, il nome proposto, Angela Zazzaro, ha ottenuto 13 voti, uno in meno rispetto ai 14 necessari.

Tutte le altre schede sono risultate bianche, in virtù di un mancato accordo. L’altra papabile sarebbe stata Barbara Chelli.

Un nuovo nulla di fatto che prolunga una situazione di stallo iniziata nell’agosto scorso, quando l’allora presidente Carla Minacci ha lasciato l’incarico dopo la nomina ad assessore al sociale.

Ricordiamo che della commissione fanno parte 15 membri eletti, più, di diritto, tutte le consigliere comunali donne, l’assessore alla cultura (Agresti) e quella alle pari opportunità (Amante).

Una commissione senza guida da oltre cinque mesi

Da oltre cinque mesi la commissione comunale per la parità e le pari opportunità è di fatto senza presidente, una condizione che si trascina nonostante due tentativi formali di elezione andati a vuoto.

La mancata convergenza su un nome – sempre lo stesso – evidenzia una spaccatura interna che, al di là del risultato numerico, solleva interrogativi più profondi sul funzionamento e sul ruolo stesso della commissione.

Vero, c’erano delle assenze, anche perché una convocazione alle 12,45 di giorno feriale non è agevole per tutti, ma la sostanza non cambia.

Non solo genere: le pari opportunità riguardano anche i disabili

Vale la pena ricordare che la commissione non si occupa soltanto di parità di genere tra uomo e donna. Il suo mandato riguarda più in generale il contrasto a ogni forma di discriminazione, comprese quelle che colpiscono le persone con disabilità e le categorie più fragili.

Un ambito ampio e delicato, che richiederebbe continuità di lavoro, iniziative pubbliche, confronto con il territorio e capacità di incidere nel dibattito cittadino.

Il nodo vero: una commissione che non incide

Al di là della mancata elezione della presidente, la riflessione più ampia riguarda il ruolo concreto della commissione.

Da mesi non risultano iniziative, eventi, incontri pubblici, convegni o momenti di approfondimento sui temi delle pari opportunità. Di fatto, la commissione appare inerme, come se non esistesse.

Una situazione che stride con le finalità previste dal regolamento comunale, che assegna alla commissione un ruolo attivo, propositivo e di stimolo nei confronti di giunta e consiglio.

Tra trasversalità mancata e clima pre-elettorale

La commissione pari opportunità, per sua natura, dovrebbe essere trasversale, lontana dagli schieramenti e concentrata sui problemi reali: inclusione, diritti, pari accesso ai servizi, tutela delle fragilità.

Eppure, anche in questo caso, il confronto sembra ridursi a uno scontro politico che paralizza l’attività, in un contesto reso ancora più complicato dall’avvicinarsi della fine della legislatura. Manca infatti circa un anno alle elezioni comunali, e il clima pre-elettorale inizia a farsi sentire anche in organismi che dovrebbero restarne fuori.

Una commissione ferma mentre i problemi restano

Il risultato è una commissione formalmente esistente ma sostanzialmente assente, proprio mentre i temi delle pari opportunità, dell’inclusione e della disabilità continuano a essere centrali nella vita quotidiana della città.

La seconda elezione mancata della presidente diventa così non solo una notizia politica, ma il sintomo di un problema più profondo: che spazio reale ha oggi la commissione pari opportunità di Grosseto?

E, soprattutto, chi ne garantisce il ruolo e la funzione al di là delle logiche di schieramento?

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