GROSSETO. Sulla nuova fumata nera per l’elezione della presidente della commissione pari opportunità del Comune di Grosseto arriva un duro comunicato congiunto dei gruppi di opposizione.
A firmarlo sono il gruppo consiliare Partito Democratico, il gruppo misto di minoranza con Rita Bernardini e il gruppo consiliare Grosseto Città Aperta con Marilena Del Santo.
Secondo l’opposizione, lo stallo non è più un episodio isolato ma il segno di una paralisi politica che coinvolge anche un organismo che dovrebbe garantire pluralismo, inclusione e diritti.
«Ancora senza presidente, la commissione resta bloccata»
Nel comunicato si ricorda che, dopo le dimissioni della precedente presidente, Carla Minacci, diventata assessore al sociale, la commissione è rimasta senza una guida.
Da mesi, sottolineano i gruppi di minoranza, non si è riusciti a trovare un accordo nemmeno per affidare temporaneamente la presidenza alla vicepresidente in carica, che nel frattempo ha rassegnato le dimissioni.
Anche l’ultima votazione, convocata alle 12.45 in un orario definito «inusuale ma scelto per favorire la partecipazione», si è conclusa senza esito: i voti raccolti dalla candidata proposta dalla maggioranza, Angela Zazzaro, non sono stati sufficienti, come già avvenuto nella precedente seduta.
«Non è un semplice stallo, ma il logoramento della maggioranza»
Per le opposizioni non si tratta di un incidente di percorso.
«Quello a cui assistiamo – si legge – non è un semplice stallo, ma un vero e proprio sintomo del logoramento interno della maggioranza», che a parole si proclama unita ma nei fatti «incapace di convergere anche su una figura che dovrebbe essere di garanzia per tutte e tutti».
Un passaggio che sposta il tema dalla commissione alla tenuta politica del centrodestra grossetano, chiamato in causa direttamente nel comunicato.
Il ruolo della commissione pari opportunità
Nel testo si ribadisce che la commissione pari opportunità non è una casella da occupare nei giochi tra gruppi consiliari, ma un organismo con il compito di promuovere inclusione, parità e rispetto dei diritti. Ambiti che riguardano non solo il genere, ma anche le persone con disabilità e le situazioni di fragilità.
Secondo i firmatari, l’attuale maggioranza dimostra di non avere un reale interesse a garantire la continuità del lavoro svolto né a mettere la commissione nelle condizioni di operare in modo efficace.
«Rischio di svuotare la funzione istituzionale»
L’opposizione parla apertamente di una mancanza di volontà politica nel valorizzare la commissione, con il rischio concreto di vanificarne l’operato e svuotarne la funzione istituzionale.
Ridurre la commissione a terreno di scontro o, peggio, a spazio per lottizzazioni viene definito un errore sia istituzionale che politico.
Il nodo politico a un anno dal voto
Nel comunicato emerge anche un riferimento esplicito al contesto politico generale.
Se nemmeno su un tema considerato alto e condiviso si riesce a trovare un’intesa, scrivono i gruppi di minoranza, viene da chiedersi se la «decantata solidità del centrodestra grossetano» non sia in realtà un equilibrio fragile, fatto di ambizioni personali e calcoli di potere.
Le opposizioni respingono inoltre l’idea di un voto trasversale: la mancata elezione, spiegano, non nasce da una scelta dell’opposizione, ma dall’assenza di una posizione unitaria all’interno della maggioranza.
«Ora servono responsabilità e visione»
Il comunicato si chiude con un appello netto: Grosseto ha bisogno di istituzioni credibili e rappresentative, non di sedute deserte e votazioni a vuoto.
«Il tempo delle bandierine è finito – scrivono – ora servono responsabilità e visione», auspicando un ritorno a un confronto serio, rispettoso del ruolo delle istituzioni e dei diritti delle cittadine e dei cittadini.



