Collegamento elettrico con la Corsica: ruspe sulle dune e silenzio degli ambientalisti | MaremmaOggi Skip to content

Collegamento elettrico con la Corsica: ruspe sulle dune e silenzio degli ambientalisti

Mentre il cantiere di Terna avanza nel Parco di Rimigliano, scoppia il caso politico: il post di Massimiliano Roventini scatena la polemica e svela il “patto” tra i vertici nazionali di Wwf e Legambiente e il colosso energetico
Il cantiere di Terna alla Torraccia
Il cantiere di Terna alla Torraccia

SAN VINCENZO. I lavori per il collegamento elettrico fra continente, Corsica e Sardegna, progetto Sa.Co.I. 3, un elettrodotto sottomarino di Terna che rientra in un corposo piano di investimenti dell’azienda e raddoppia le linee di connessione con le due isole, sono ormai entrati nel vivo da oltre un mese in località La Torraccia.

Il nuovo progetto “Sa.Co.I.3” prevede il rinnovo, l’ammodernamento e il conseguente potenziamento dello storico elettrodotto in corrente continua a 200 kV tra Sardegna, Corsica e Toscana (Sa.Co.I.2), attivo dal 1992 e ormai giunto al termine della sua vita utile.

Il progetto di Terna
Il progetto di Terna

Ma insieme alle ruspe, nell’area costiera sono divampate anche le polemiche.

Mentre le ruspe scavano e le parancole d’acciaio vengono conficcate nel terreno, nell’area costiera del Parco di Rimigliano è divampata una polemica che scuote la comunità.

A scuotere la calma apparente del cantiere è stato un lungo e dettagliato post social di Massimiliano Roventini, il cui intervento sulla situazione dell’area ha agito da detonatore per un confronto serrato che coinvolge addetti ai lavori, istituzioni e associazioni ambientaliste.

Il cuore della polemica

L’intervento di Roventini ha acceso i riflettori non solo sull’impatto visivo e strutturale delle opere in corso, ma anche sulla gestione logistica e ambientale di un tratto di costa estremamente delicato. Le sue parole hanno sollevato interrogativi sulla reale sostenibilità del progetto in quel punto specifico, mettendo a nudo una contraddizione che molti, tra i cittadini, stavano già iniziando a notare: il contrasto tra l’estrema fragilità dell’ecosistema dunale e l’imponenza dei mezzi pesanti che lo stanno attraversando.

Il cantiere alla Torraccia
Il cantiere alla Torraccia

«Sia chiaro, per onestà intellettuale: qui l’amministrazione comunale non c’entra – ha precisato in primo luogo Roventini -. Il Comune di San Vincenzo ha dovuto semplicemente prendere atto di un’opera di interesse nazionale. Davanti a progetti di questa portata, un ente locale può solo osservare e gestire il passaggio, senza poter certo fermare le macchine. Un atto dovuto, una procedura obbligata».

«Osservo queste bellissime immagini: un’allegra sfilata di escavatori e palancole che danzano con grazia sulle dune, una simpatica autostrada che accarezza il retrodunale. Tutto così… “naturale”».

Quelle stesse dune tanto protette, tanto discusse e difese dal WWF e da Legambiente, oggi sono oggetto di passaggio dei mezzi pesanti addetti ai lavori. 

Una sola domanda: perché?

Sul progetto, Roventini non ha niente da dire. Non si tratta di essere contrari al progresso energetico ma di pretendere che la tutela del nostro patrimonio naturale non passi in secondo piano rispetto ai cantieri.

«Mi sorge però un dubbio amletico. Una domanda che mi toglie il sonno quasi quanto il rumore di quei cingolati: ma che fine hanno fatto i paladini dell’ecosistema?Dove sono finite le associazioni pronte a incatenarsi per un filo d’erba fuori posto? Dove sono i comitati “Giù le mani dal Fratino”? Forse il Fratino ha preso il volo per destinazioni più discrete?».

Un luogo, all’interno del Parco di Rimigliano, da sempre intoccabile, per la presenze di un ecosistema marino ricco e variegato: «Le tartarughe marine hanno chiesto il permesso di costruire per una piscina vista mare? E il giglio di mare? Magari è stato convinto che il ghiaino sia un ottimo fertilizzante moderno» ironizza Roventini. 

«Con questo post non volevo certo scatenare una polemica infinita né ricevere offese, volevo solo sensibilizzare verso un tema, quello della tutela ambientale, che è sempre stato molto a cuore alle associazioni».

San Vincenzo è sempre stata molto attenzionata da Legambiente e Wwf, in qualsiasi tipo di occasione. Roventini ricorda le battaglie del passato: il Palio della Costa Etrusca interrotto per proteggere le dune, i divieti di costruire semplici muretti sulla spiaggia all’interno delle proprietà private, le manifestazioni contro il porto e le bandiere nere di Legambiente consegnate in passato al sindaco Biagi.

«Dove sono finiti i comitati “Giù le mani dal Fratino”?» si chiede Roventini.  

La domanda di fondo è semplice quanto amara: perché per un pino tagliato o un evento turistico si alzano barricate, mentre per un’autostrada di ruspe di 50 metri nel cuore del Parco di Rimigliano regna il silenzio?

Il “Patto” dei giganti: l’intesa tra Terna e le Associazioni

La risposta a questo silenzio, secondo Roventini, non sarebbe da ricercare nella distrazione, ma in un documento ufficiale firmato a Roma. Si tratta del Protocollo d’Intesa che Terna ha siglato e rinnovato con i vertici nazionali di Greenpeace Italia, Legambiente e Wwf Italia.

L’accordo, firmato dalla presidente di Terna Valentina Bosetti e dai leader delle tre sigle ambientaliste, Ciafani per Legambiente, Di Tizio per Wwf e Novelli per Greenpeace, punta a una “collaborazione per infrastrutture elettriche sempre più sostenibili”.

L’obiettivo dichiarato è accelerare la transizione ecologica e la decarbonizzazione, integrando i criteri ambientali nella pianificazione della rete.

Un conflitto d’interessi?

L’intesa prevede un confronto costante sugli scenari energetici e sulle autorizzazioni delle opere. Ma è proprio qui che nasce il cortocircuito locale: come possono i volontari territoriali protestare contro un cantiere che i loro vertici nazionali hanno, di fatto, avallato all’interno di un percorso di “sostenibilità condivisa”?

«Abbiamo pochi anni per affrontare una grande sfida: quella della decarbonizzazione del nostro sistema energetico che deve accelerare la propria transizione verso un modello basato sulle fonti rinnovabili – ha dichiarato Luciano di Tizio, presidente di Wwf Italia -. Questo processo, indispensabile per dare una risposta alla crisi climatica di cui già oggi paghiamo le conseguenze e migliorare la nostra sicurezza energetica, necessita di una collaborazione tra il mondo dell’ambientalismo, quello delle aziende e delle istituzioni. Il rinnovato accordo con Terna prevede un confronto sulle strategie di pianificazione della rete nell’ottica di una maggiore sostenibilità, con l’obiettivo di salvaguardare i sistemi naturali, il cui degrado va arginato».

Se per Terna e i presidenti delle associazioni si tratta di un passo fondamentale verso la transizione green, per chi vive il territorio di San Vincenzo e vede le parancole d’acciaio conficcate nella duna, il sapore è quello di una beffa. Resta il fatto che un tratto di costa da sempre considerato “intoccabile” è oggi un cantiere a cielo aperto vista mare, e le associazioni che un tempo facevano le barricate oggi sembrano aver riposto le bandiere, vincolate da un accordo siglato lontano dalle spiagge della Torraccia.

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