Centro storico, negozi quasi dimezzati: il 44,7% ha chiuso in 12 anni | MaremmaOggi Skip to content

Centro storico, negozi quasi dimezzati: il 44,7% ha chiuso in 12 anni

Confcommercio: «Commercio in forte calo a Grosseto, attività quasi dimezzate in dodici anni». Ecco i dati del territorio comunale
Via San Martino Grosseto
Via San Martino a Grosseto (foto d’archivio)

GROSSETO. Non è solo il calo delle nascite a segnare la crisi demografica del Paese: il fenomeno si riflette anche sull’economia urbana e, in particolare, sui centri storici. Serrande abbassate, negozi che scompaiono e servizi di prossimità sempre più rari sono segnali di una trasformazione che riguarda molte città italiane e che emerge con chiarezza anche a Grosseto.

A evidenziarlo è il rapporto “Demografia d’impresa nelle città italiane”, elaborato da Confcommercio in collaborazione con il Centro studi Guglielmo Tagliacarne e approfondito dall’Osservatorio città e demografia d’impresa dell’Ufficio studi della Confederazione. L’analisi fotografa i cambiamenti del commercio e delle imprese nei centri urbani italiani, con particolare attenzione proprio ai centri storici.

I dati di Grosseto

La fotografia che emerge è quella di una progressiva desertificazione commerciale, che rischia di svuotare i cuori delle città e di impoverire il tessuto economico e sociale delle comunità. Il fenomeno è evidente anche a Grosseto, che si colloca al 50° posto tra i comuni capoluogo analizzati, con un calo del 26,9% delle imprese attive tra il 2012 e il 2025.

Il segnale più forte arriva proprio dal centro storico del capoluogo maremmano, dove il commercio al dettaglio si è quasi dimezzato in dodici anni. Nel 2012 i negozi erano 123, mentre nel 2025 sono scesi a 68: 55 attività in meno, pari a una riduzione del 44,7%.

Il calo riguarda comunque l’intero territorio comunale: considerando centro e resto della città, le imprese del commercio al dettaglio sono passate da 1.015 a 770, con 245 attività in meno (-24,1%).

La contrazione colpisce diversi comparti storici del commercio urbano. Nel complesso del Comune, il settore abbigliamento e calzature passa da 184 a 107 imprese (-41,8%), le edicole da 46 a 25 (-45,7%), mentre il comparto mobili e ferramenta scende da 106 a 81 (-23,6%). In calo anche profumerie, fiorai e gioiellerie, che passano da 168 a 144 attività (-14,3%).

Nel centro storico il ridimensionamento è ancora più marcato: il comparto abbigliamento, ad esempio, passa da 32 a 10 negozi, con una contrazione del 68,8%. Un dato significativo riguarda anche i bar del centro storico, più che dimezzati nel periodo considerato: da 32 a 15 attività, con una riduzione del 53,1%.

Turismo e ristorazione salgono

In controtendenza rispetto al commercio tradizionale si registra invece una crescita, seppur contenuta, delle attività legate al turismo e alla ristorazione. Nel comune di Grosseto le attività di alloggio e somministrazione passano da 603 nel 2012 a 643 nel 2025, con 40 imprese in più (+6,6%). Anche in questo caso, però, il centro storico segue una dinamica opposta: le attività scendono da 76 a 56 (-26,3%).

Tra i fenomeni più evidenti emerge inoltre la forte crescita delle altre forme di alloggio, categoria che comprende anche B&B e affitti brevi, passate da 88 a 152 attività nel comune di Grosseto, con 64 imprese in più (+72,7%). Il calo dei bar e la contemporanea crescita dei ristoranti risentono anche di un cambiamento nella classificazione di molte attività che, negli anni, hanno modificato il proprio codice prevalente orientandosi verso la somministrazione vera e propria.

«La desertificazione commerciale impoverisce il tessuto economico e sociale delle città: lo diciamo da sempre, negozi e servizi di prossimità sono essenziali per la vivibilità urbana, la sicurezza e la coesione delle comunità – commentano il presidente di Confcommercio Grosseto Giulio Gennari e la direttrice Gabriella Orlando – Per questo è necessario un impegno forte e politiche mirate per contrastare lo spopolamento commerciale dei centri storici. Come sistema Confcommercio vogliamo condividere questa visione con le istituzioni locali, perché solo lavorando insieme è possibile costruire un modello di sviluppo adeguato alla fase delicata che stiamo vivendo».

L’appello alle istituzioni: «Servono strategie e interventi»

Proprio per affrontare il fenomeno della desertificazione commerciale e rafforzare le politiche di rigenerazione urbana, Confcommercio promuove il progetto Cities, sviluppato anche alla luce della consolidata collaborazione con Anci.

«Con Cities – proseguono Gennari e Orlando – chiediamo ai sindaci e agli amministratori locali di aprire un confronto concreto su strategie e interventi capaci di valorizzare il commercio di prossimità e restituire vitalità ai centri storici. Significa riconoscere le imprese di vicinato come veri attori del governo urbano, integrare le politiche di sviluppo economico con quelle urbanistiche, dotarsi di strumenti di conoscenza e monitoraggio delle trasformazioni in atto nelle città, disciplinare l’offerta commerciale nelle aree più sensibili e affrontare in modo attivo il tema dei locali sfitti, che rappresentano uno dei segnali più evidenti della desertificazione commerciale».

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