PIOMBINO. Il sipario del Metropolitan è calato il 23 luglio scorso, e da allora il silenzio dell’amministrazione comunale sulla sua sorte si è fatto assordante, dicono dall’opposizione che, del caso-cinema, ha fatto un proprio cavallo di battaglia.
A sei mesi dalla chiusura, i gruppi consiliari del Partito Democratico e di Piombino Domani tornano all’attacco con un’interpellanza che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale del 30 gennaio.
Un obiettivo che sfuma
L’accusa mossa alla giunta è quella di una preoccupante inattività. Nonostante l’assessore ai lavori pubblici avesse dichiarato a luglio 2025 l’intenzione di riaprire la struttura per la stagione 2026/2027, ovvero entro ottobre di quest’anno, i fatti sembrano smentire le promesse. Ad oggi, denunciano le opposizioni, non esiste alcun atto pubblico o notizia certa riguardo alla progettazione né sulle date d’inizio dei lavori necessari per l’adeguamento antisismico.
«Stando così le cose, l’obiettivo della riapertura è irraggiungibile. Chiediamo chiarezza sui tempi e sui lavori per restituire alla città il suo cinema-teatro» dichiarano i consiglieri.
I punti dell’interpellanza
Il documento presentato dai due gruppi tocca diversi nervi scoperti della vicenda. Le domande poste al sindaco e alla giunta sono serrate e riguardano non solo il cantiere, ma anche il futuro gestionale e il nodo dei beni strumentali:
- Il progetto: A che punto è la redazione del piano di interventi e quando si concluderà la fase progettuale?
- I lavori: Si tratterà solo di adeguamento statico o di un restyling più ampio? Quali sono i costi previsti e le date di inizio e fine lavori?
- La cooperativa nuovo Metropolitan: Con la società vicina al fallimento, come intende muoversi il Comune riguardo alle attrezzature e agli impianti interni? È stata fatta una stima del loro valore?
- Il futuro gestore: Quali sono i tempi per il nuovo bando di gestione e quale sarà la durata minima richiesta dal Comune?
Una città senza cultura
La chiusura del Metropolitan non è solo una questione di edilizia, ma una ferita aperta nel tessuto sociale di Piombino. La città si ritrova senza il suo teatro principale, il secondo per capienza della Provincia di Livorno e senza un cinema attivo.
Il dibattito del 30 gennaio in consiglio comunale si preannuncia dunque infuocato: l’amministrazione dovrà rispondere se la riapertura entro l’autunno è ancora una possibilità concreta o se i cittadini dovranno rassegnarsi a un altro anno di porte sbarrate.