PIOMBINO. Non c’è spazio per le giustificazioni. Sulle parole «L’antifascismo è mafia», scritte sui social dal consigliere di maggioranza di FdI Elvis Cosimi, si è espresso il sindaco di Piombino, redarguendo e dichiarando di non tollerare certe espressioni di pensiero.
Su questo punto anche l’opposizione, tutta, si è coalizzata, redigendo un comunicato congiunto nel quale sono state chieste le dimissioni immediate del giovane consigliere.
L’episodio
Cosimi ha affidato il proprio pensiero ai social, strumento nel quale ognuno può commentare qualsiasi cosa come vuole, talvolta in maniera superficiale o fin troppo aggressiva.
Al centro l’episodio dei giorni scorsi che ha visto un poliziotto vittima di un’aggressione da parte di antagonisti durante la manifestazione di sabato a Torino.
«Considero le affermazioni di Elvis Cosimi, senza ambiguità , gravi e profondamente inopportune – è il commento di Francesco Ferrari – A maggior ragione perché il consigliere appartiene alla maggioranza che esprime un sindaco che, in sette anni di guida della città , ha dimostrato, nei fatti e non nelle parole, di aver sempre esercitato il proprio ruolo nel pieno rispetto dei valori democratici, della Costituzione e dell’antifascismo, che ne costituisce un fondamento irrinunciabile».
Giovane età ed inesperienza
Ferrari non aderisce alla richiesta di dimissioni avanzata dall’opposizione. La decisione tiene conto della giovane età del consigliere Cosimi e della sua ancora acerba esperienza politica, in un contesto locale caratterizzato da forti tensioni. Tuttavia, l’attività in consiglio rappresenta un’importante opportunità di crescita: un luogo dove affinare non solo il linguaggio e l’espressione del pensiero, ma anche dove maturare una più profonda consapevolezza, calibrando le proprie posizioni in pubblico e riconsiderando il proprio operato.
«Le esternazioni di Elvis Cosimi rappresentano una grave superficialità e un colpevole segnale di inesperienza nel maneggiare parole e concetti che toccano la storia – dice Ferrari – le ferite e i valori fondanti della nostra Repubblica».
Ferrari: «Nessuna giustificazione, si attende il riconoscimento dell’errore»
Secondo il sindaco, essere umili è la prima dote di chi vuole imparare non solo a fare politica ma anche ad esserne una parte in causa: «Non servono sconti, né giustificazioni di comodo. Serve invece la capacità , che è propria di chi intende davvero crescere nel ruolo pubblico, di riconoscere l’errore e trarne una lezione – aggiunge il sindaco – C’è da augurarsi, sinceramente, che questo episodio possa rappresentare per il giovane consigliere un momento di apprendimento e di maturazione, perché la politica, soprattutto a livello locale, non è mai un esercizio di stile, ma un servizio che esige responsabilità , sobrietà e rispetto delle istituzioni».
Le parole hanno un peso e il macigno di quella frase adesso grava sul senso del dovere del consigliere Cosimi da cui il sindaco stesso aspetta le scuse più sincere e quel salto di qualità nell’esercizio della politica tipico di chi, solo commettendo un tremendo errore può trarne un grande insegnamento.