PIOMBINO. Non è solo una questione di protocollo, ma un vero e proprio terremoto politico quello che scuote i rapporti tra la Regione Toscana e il Comune di Piombino.
Al centro della polemica la recente visita in città della vicepresidente della Regione, Ndiaye Diop, la quale, secondo quanto denunciato dal coordinamento comunale di Fratelli d’Italia, avrebbe omesso di avvisare o incontrare il sindaco, massima autorità cittadina.
Lo strappo istituzionale
Il “metodo” adottato dalla vicepresidente non è passato inosservato. Apprendere della sua presenza sul territorio direttamente dalla stampa è stato interpretato dalle forze di centrodestra come un segnale politico preciso e preoccupante. In una nota, Fratelli d’Italia sottolinea come il rispetto dei ruoli non sia una semplice cortesia, ma il pilastro su cui poggia la democrazia locale.
«Venire in un territorio e non ritenere opportuno avvertire o anche solo salutare il sindaco non è una svista protocollare. È un segnale. E i segnali, in politica, contano.» – attacca il coordinamento di FdI – «Ignorare il primo cittadino significa, di fatto, ignorare la città che egli rappresenta».
Inesperienza o strategia?
Il quesito sollevato da Fdi è diretto e non lascia spazio a interpretazioni: si tratta di una lacuna formativa o di una scelta politica deliberata?
«Colpisce che un esponente di vertice della Giunta regionale dimostri una tale leggerezza nei rapporti istituzionali. O si tratta di inesperienza, e allora sarebbe opportuno colmare rapidamente certe lacune, oppure siamo di fronte a una concezione distorta delle relazioni tra Regione e territori.
Fratelli d’Italia Piombino non confonde mai il confronto politico con il rispetto istituzionale».
«Si può e si deve discutere nel merito, anche con fermezza. Ma il galateo istituzionale non è un dettaglio: è il fondamento della credibilità delle istituzioni».
Il clima tra Firenze e Piombino, già teso per i numerosi dossier aperti, dal rigassificatore alle bonifiche, si fa ancora più pesante.
Fratelli d’Italia chiude la nota sottolineando che: «Piombino merita interlocutori preparati e consapevoli dei ruoli. Noi continueremo a pretendere questo livello di serietà».
Resta ora da capire se dalla Regione arriveranno chiarimenti o se questo episodio segnerà un ulteriore irrigidimento nei rapporti tra la Giunta Giani e l’amministrazione piombinese.
L’Unione comunale del Pd: «Non era una visita istituzionale»
Non si è trattato di una visita istituzionale formale né di un sopralluogo amministrativo. Parlare di “mancato rispetto istituzionale” è quindi una forzatura strumentale, che serve solo a evitare il confronto sui contenuti».
Commenti offensivi e razzisti
Ma quando si scivola nell’insulto, nella disumanizzazione, nel dileggio personale, si supera un limite. E il silenzio di fronte a tutto questo non è neutralità: è responsabilità».