ORBETELLO. Sono ormai trascorsi più di tre anni da quando gli abitanti di Casa Brancazzi attendono la realizzazione della nuova strada di collegamento con Albinia.
Da allora si sono susseguiti incontri, sopralluoghi, scambi di lettere e richieste formali, ma il risultato è rimasto sempre lo stesso: tutto fermo.
Nel frattempo, la comunità continua a vivere un disagio quotidiano, fatto di difficoltà di accesso, isolamento e incertezza sul futuro.
Il direttivo del comitato ha più volte sollecitato l’amministrazione comunale e le autorità competenti, chiedendo chiarezza e tempi certi.
La comunicazione del sindaco al comitato
In questi giorni il sindaco Andrea Casamenti ha inviato una lettera al comitato di Casa Brancazzi, per rassicurare gli abitanti sul lavoro dell’amministrazione comunale e delle altre parti coinvolte.
«Tutte le rilevazioni utili al Demanio – ha scritto Casamenti – sono state effettuate e consegnate dal geometra incaricato dal Comune. Il Comune richiederà una concessione temporanea, in attesa del passaggio definitivo, e sta lavorando sulla quantificazione delle spese per inserirle nella delibera del consiglio comunale, come richiesto dall’Aeronautica militare».
Una comunicazione che non lascia spazio a interpretazioni, ma che non offre neppure certezze sui tempi.
«Tempi ancora lunghi»: la preoccupazione dei residenti
Dal comitato si chiarisce che il direttivo continuerà a sollecitare le parti coinvolte, esprimendo l’enorme disagio di tutti gli abitanti di Casa Brancazzi, anche se i tempi per realizzare la strada sono ancora lunghi.
Dopo tre anni di attesa, incontri e promesse, sentir parlare ancora di tempi incerti significa continuare a convivere con un disagio che non ha più giustificazioni.
Gli abitanti chiedono solo fatti concreti: un cronoprogramma chiaro, impegni verificabili e risposte certe da chi ha la responsabilità di chiudere questa vicenda.
Dopo tre anni, la pazienza è finita
Il direttivo continuerà a rappresentare la voce dei cittadini, sollecitando le istituzioni e chiedendo trasparenza su ogni passaggio.
Ma a Casa Brancazzi c’è chi si aspetta maggiore incisività .
Dopo anni di attesa e promesse, il quartiere merita una soluzione definitiva, non altri rinvii e incertezze. Gli step che avevano fatto pensare a una svolta sono stati molti: dal 18 gennaio 2024, dopo l’incontro con la prefetta di Grosseto – che si è molto impegnata per risolvere questa situazione – fino ai successivi confronti con le autorità competenti.
Poi, come spesso accade, la burocrazia ha rallentato tutto, mortificando qualsiasi progettualità .
Non si tratta di cercare colpe, ma è lecito chiedersi: possibile che dopo tre anni non si veda ancora la luce per la realizzazione di una strada che colleghi Albinia al quartiere?
Una strada che riporti normalità e vivibilità a una zona che rischia di diventare di serie B. E ciò che preoccupa di più è il silenzio generale, perché alle cose, purtroppo, ci si abitua.



